MILAN

Dalla comunicazione al rapporto con i big: ecco l'Amorim extra-campo che non scende a compromessi

Il tecnico portoghese vuole rilanciarsi a Milano non ripetendo gli errori di Manchester 

di Arturo Calcagni

Testardo, convinto delle sue idee e tutt'altro che timido. Dopo due mesi e mezzo di Milan, Ruben Amorim si sta facendo conoscere sotto ogni aspetto. Dalla comunicazione fino al rapporto con i senatori passando per la gestione prettamente tecnica: il portoghese si sta distinguendo andando però sempre avanti per la sua strada. Non sono previsti compromessi né tantomeno accordi con i big pur di convivere e andare avanti. Solo qualche accorgimento come ha detto lui stesso dopo il successo sul Lecce "per non ripetere gli errori fatti a Manchester".

Dopo i proclami nel giorno della presentazione "Vogliamo dominare e riportare il Milan a vincere", Amorim non ha mai giocato in difesa con i giornalisti, anzi. Ha alzato i toni dopo il pareggio con la Juventus "C'era chi aspettava di farmi domande sui punti che abbiamo perso. Capisco che per voi sia difficile accettare un giovane allenatore che arriva dall'estero e vi dice come giocare a pallone" e non si è fatto problemi a lanciare frecciatine come nel siparietto con la stampa prima del successo sul Lecce (qui il dettaglio). In mezzo c'è finito Modric, difeso a spada tratta dall'allenatore e invece nel mirino dei tifosi per una presunta incompatibilità tecnica con il nuovo corso.

Insomma Amorim non fa sconti a nessuno, nemmeno in campo. Per lui non ci sono titolari fissi e riserve. A parlare, settimanalmente, è il campo. Tanto che anche un big come Pulisic, al rientro dopo mesi complicati dal punto di vista fisico, ha dovuto aspettare cinque giornate prima di vedere il campo dal primo minuto. Il 41enne lusitano ha un piano chiaro per tutti e lo porta avanti, anche a dispetto delle critiche. La conferma di Estupinan dal 1' con il Lecce nonostante le critiche e l'ennesima panchina di un brillantissimo Moreira ne sono il chiaro manifesto. 

Al massimo Amorim si può adattare agli avversari. Lo ha fatto con i salentini piazzandosi a quattro in difesa in fase di impostazione: piccoli accorgimenti per sorprendere, ma nulla di più. Le rotazioni continueranno a prescindere da ogni possibile appunto o critica (con il calendario fitto in arrivo saranno praticamente obbligate) ed è assai probabile che i tifosi vedranno nuovamente Lotus-Cheek come trequartista. Ruben non ama deroghe e compromessi: se ha ragione lo dirà il campo.