Svizzero di nascita, un cognome che rievoca la Città Eterna, due genitori italia. Di fronte a un bivio, Alessandro Romano, alla prima convocazione con la Nazionale di Mancini, ha scelto l'azzurro al rosso elvetico: "Lo sentivo nel mio cuore." - ha detto il centrocampista alla testata svizzera 'Blick' - "Non ho fatto una lista di pro e contro e non ho pensato a dove avrei avuto quante opportunità di giocare o chi ha partecipato per ultimo a un torneo importante. Se mi ha sorpreso tanto interesse dell’opinione pubblica per la mia decisione? Sinceramente sì"
Il classe 2006 ha ripercorso le tappe di accostamento alla Nazionale italiana: "Mi ha contattato Claudio Ranieri. È stato lui a lanciarmi già alla Roma. Poi, che il commissario tecnico della Nazionale italiana e un ex calciatore di livello mondiale come Mancini si sia speso personalmente per me è qualcosa di speciale e mi rende orgoglioso. All’età di 20 anni suscitare l’interesse del Mancini e Yakin (CT Svizzera, ndr) mi onora molto. Così come il fatto che entrambi i commissari tecnici siano venuti alle partite del Cagliari per vedermi."
"A volte, in questo periodo, devo darmi un pizzicotto"- rivela Romano - "Che la mia carriera potesse andare così velocemente era la visione che mi spronato ogni giorno. Prima di iniziare gli allenamenti con il Cagliari, durante le vacanze a Zurigo mi sono preparato al meglio al meglio per questo passo insieme a mio padre, lavorando duramente. Abbiamo guardato molte partite del Cagliari, per capire al meglio come mister Pisacane vuole far giocare la squadra. Un’ottima preparazione per me è molto importante."
Alla fine, se Romano sta vivendo questo magic moment, tutto è riconducibile ad un fattore: "Il fatto che ora stia andando così bene mi dà conferma del mio lavoro quotidiano. Volevo dare tutto in ogni allenamento e mettermi in mostra per giocare".