EMERGENZA ATTACCO

Nazionale, il record di Riva resiste da più di 50 anni: i numeri condannano l'attacco azzurro

Tutte le punte convocate da Mancini arrivano a 32 gol complessivi, tre in meno dei 35 segnati dal solo Gigi Riva. Mentre tutte le altre Nazionali hanno numeri sensibilmente più alti e "moderni"... 

di Matteo Dotto

Sono 11 gli attaccanti convocati dal ct Roberto Mancini per questo poker di partite di Nations League. Di questi, tre (Cambiaghi, Inacio e Maldini) non sono ancora andati a segno, altri tre devono ancora esordire (Sebastiano Esposito, Vergara e Zoma). Sono solo 5 quindi le punte azzurre già in gol con la maglia della Nazionale: sommando le loro reti, arriviamo a quota 32 (13 Kean, 11 Raspadori, 5 Pio Esposito, 2 Zaniolo, 1 Scamacca). Il compianto Gigi Riva continua a essere il miglior marcatore azzurro della storia, con i suoi 35 gol segnati in 42 presenze: il primo (una tripletta) a Cosenza l'11 novembre del 1967 (Italia-Cipro 5-0, gara per le qualificazioni all'Europeo del '68) e l'ultimo all'Olimpico di Roma il 20 ottobre 1973 (Italia-Svizzera 2-0, gara per le qualificazioni al Mondiale del '74). 

E che questo record resista da più di 50 anni fotografa la decadenza del nostro calcio (che pure, in questo lasso di tempo, ha vinto due Mondiali e un Europeo). Anzi, il podio del gol azzurro, oltre al nome di Riva, evoca due mostri sacri del calcio italiano degli anni Trenta: secondo infatti è Peppino Meazza con 33 centri, terzo Silvio Piola con 32. I primi attaccanti "contemporanei" in classifica sono Roby Baggio e Alessandro Del Piero, quarti a pari merito a quota 27.

Tutte le altre Grandi Nazionali hanno numeri sensibilmente più alti e "moderni". Partiamo dal record dei soliti Cristiano Ronaldo (146 gol con il Portogallo) e Messi (125 con l'Argentina). Oltre all'Argentina, anche le altre sei vincitrici di un Mondiale ci bagnano ampiamente il naso: l'Inghilterra con Harry Kane (85), il Brasile con Neymar (80), la Germania con Klose (71), l'Uruguay con Suarez (69), la Francia con Mbappè (66) e la Spagna con David Villa (59).

Anche il resto della nobiltà europea e mondiale fa meglio di noi. In ordine decrescente: Belgio con Lukaku (93), Polonia con Lewandowski (89), Ungheria con Puskas (84, per l'unico primato più datato di quello di Riva), Serbia con Mitrovic (64), Svezia con Ibrahimovic (62), Norvegia con Haaland (62), Usa con Dempsey e Donovan (57), Olanda con Depay (55) e Repubblica Ceca con Koller (55), Danimarca con Tomasson e Paul Nielsen (52), Turchia con Hakan Sukur (51), Cile con Alexis Sanchez (51), Austria con Arnautovic (49), Bulgaria con Berbatov e Bonev (48), Croazia con Suker (45).

C'è poi il caso della Russia: primatisti con 30 reti sono Dzyuba e Kerzakov, ma con la maglia CCCP dell'Unione Sovietica il record appartiene a Blochine, con 42 gol. 

Siamo dietro anche alla Corea del Sud, 4^ nel 2002 (Cha Bum Kun è a quota 58) e al Marocco, 4° nel 2022 (Ahmed Faras a 36). Siamo a pari merito con la Romania (35 i centri di Mutu e Hagi) e appena sopra la Slovacchia (fresca di costituzione, con Marek Hamsik recordman con 26 gol).

Insomma, una vera e propria crisi del gol per la nostra Nazionale. Nonostante tre successi "pesanti" dagli anni Ottanta a oggi. Paolo Rossi nell'82 in Spagna si laureò capocannoniere con 6 reti e altre 3 ne aveva realizzate quattro anni prima in Argentina. Per lui quindi 9 gol in fasi finali dei Mondiali ma solo 20 in totale.

Poi il trionfo in Germania del 2006 con i gol però distribuiti tra ben dieci giocatori (2 a testa Materazzi e Toni; 1 Del Piero, Gilardino, Grosso, Iaquinta, Inzaghi, Pirlo, Totti e Zambrotta). E anche cinque anni fa in Inghilterra l'eurotrionfo della Nazionale di Mancini ha visto divise le reti tra Chiesa, Immobile, Insigne, Locatelli e Pessina (tutti a quota 2) e Barella e Bonucci (1).