
Italiano: "Vlahovic il mio miglior attaccante, non so perché alla Juve non trovasse più posto"
Dopo l'ottimo inizio al Besiktas, il tecnico racconta l'attaccante e non solo: "Gli infortuni e le situazioni di squadra non hanno aiutato Dusan in bianconero"

Vincenzo Italiano e Dusan Vlahovic, l'intesa perfetta tra allenatore e attaccante affinata alla Fiorentina e finalmente ritrovata in Turchia, al Besiktas. Il tecnico racconta al Corriere dello Sport la trattativa per l'ex Juve: "Aveva numerosi contatti con club importanti, mi ha detto che se non si fossero sviluppati ci saremmo risentiti. La società era d'accordo con me nel provare a portarlo. Alla fine abbiamo preso un 26enne ancora di grande valore e grande futuro: rimesso a posto, può tornare il Vlahovic di qualche anno fa. Ha segnato 5 gol in 4 partite di campionato, stiamo cercando di averlo a pieno regime. Dusan può dare ancora tanto al calcio europeo, è molto giovane".
Italiano viene poi incalzato sul recente passato bianconero del serbo: "Secondo lei perché non ha trovato più spazio alla Juve?". L'allenatore non ha risposte: "Non lo so... alla fine, però, andando a guardare i numeri, qualche gol l'ha fatto, non è che non abbia reso. Gli infortuni e qualche situazione a livello di squadra non lo hanno certamente aiutato. Ho avuto ottimi giocatori in attacco, però il Dusan di Firenze mi ha fatto vedere qualcosa di diverso. Segnò 20 reti in 20 partite, incredibile. Quell'anno avremmo potuto fare di più se non fosse andato via, anche se abbiamo fatto bene".
Al Besiktas c'è anche Miretti: "Si era fatto male e per due settimane non l'ho avuto, si è rimesso a posto e ha fatto benissimo. L'ho voluto fortemente, qui servono 4 Under 23 e Fabio ha 100 partite in A. Ha tanto talento, alla Juve era un po' chiuso e ne abbiamo approfittato, può giocare in tanti ruoli in mezzo al campo. L'altra sera ha fatto un partitone e mi ha stupito".
Obiettivi stagionali di squadra? "La società me ne ha dati quattro: entrare nei gironi di Europa League e lo abbiamo centrato, stare a ridosso delle prime in campionato, creare un'identità e formare un gruppo di giocatori in prospettiva. Lo scudetto non me lo hanno chiesto, ma dobbiamo restare agganciati. Da anni vince il Galatasaray e tutti vogliono spezzare l'egemonia".
Su un futuro in Italia: "Qualche squadra mi piacerebbe allenare? Non lo so, il mio sogno, fin da ragazzino, è sempre stato vincere lo scudetto. E sono un rimasto un sognatore, vediamo se prima di smettere potrò esaudirlo. Qui intanto sto bene, il Besiktas mi ha dato la possibilità di mettermi in mostra in Europa e lì si cresce, confrontandosi con realtà superiore. Ho messo nel bagaglio la gestione dei tre impegni settimanali".