ERA IL 2018

Via al Mancini-bis, domani il secondo esordio: la prima volta era stata inaugurata da un gol di SuperMario Balotelli

Alla vigilia del secondo esordio da ct della Nazionale, ricordiamo la prima panchina assoluta di Mancini. Otto anni fa l'allenatore inaugurò il suo mandato con vittoria in amichevole.

Che ci sia qualche capello bianco in più, a distanza di otto anni, è naturale. Ma in due aspetti Roberto Mancini non è cambiato: lo stile con cui si presenta in panchina e il modulo. Dal 2018 al 2026, lo schema di partenza dovrebbe essere sempre uguale: il 4-3-3. Sono trascorsi 3042 giorni dall'esordio dell'allenatore jesino in Nazionale. Per il Mancio la prima volta fu un'amichevole, a suo modo premonitrice

A San Gallo (Svizzera) si giocava un test pre-Mondiale 2018. Con la differenza che la nostra rivale del giorno, l'Arabia Saudita, stava per partire per la Russia. Noi, allora come oggi, destinati a stare a casa sul divano. Il risultato, quanto meno, regalò il primo sorriso a Mancini. Successo di misura per 2-1. Il primo marcatore è il giocatore più "odi et amo" della carriera da tecnico del ct azzurro.

Al 21' del primo tempo la sterzata e destro da fuori area di Mario Balotelli sancisce la prima rete della gestione Mancini.  Nel secondo tempo il raddoppio porta la firma del Gallo Belotti, subentrato proprio a SuperMario. Completa il tabellino il gol che accorcia le distanze di Al Shehri.

Come detto poc'anzi, il modulo ricalcava quello con cui l'Italia dovrebbe presentarsi domani. I giocatori, quelli sono tutti cambiati. O quasi. L'unico superstite è il capitano. Domani Donnarumma difenderà come quel 28 maggio 2018 la porta azzurra. Di fronte a Gigio, presidiavano l'area Bonucci e Romagnoli, con Zappacosta terzino destro e Criscito sull'out di sinistra. Jorginho era ancora il metronomo della squadra, affiancato dalle mezzali Florenzi e Lorenzo Pellegrini. Lì davanti, il tridente composto da Politano, Balotelli e Insigne.

Dando un occhio ai convocati, si rintracciano due coincidenze rispetto a oggi. Assieme al già nominato Donnarumma, in entrambi gli elenchi figura Rolando Mandragora, allora al Crotone, oggi al Torino

L'incontro che, a quasi un decennio di distanza, sembra uno scherzo del destino. Cinque anni dopo il Mancio si lascerà ammaliare dai petrodollari sauditi e lascerà l'Italia a Ferragosto. Quest'estate, la riconciliazione. E come nel 2018, il commissario tecnico deve risollevare la maglia azzurra dalle ceneri. Ci proverà sin da domani, avversario il Belgio. Magari a Bruxelles qualcuno avrà già scommesso sul futuro approdo di Mancini ai Diavoli Rossi.