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Beretta provò a costruire un'auto, la Fiat disse di no

La Fabbrica d'armi bresciana cercò di cimentarsi nella costruzione di veicoli con il marchio Bbc, secondo un'ipotesi, fu decisivo l'intervento degli Agnelli

di Tommaso Marcoli
© Ufficio Stampa

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Sono giorni di grandi festeggiamenti a Gardone Val Trompia: paese in provincia di Brescia noto per essere la casa della Fabbrica d'armi Pietro Beretta. La più antica azienda manifatturiera del mondo è prossima al compimento dei 500 anni di attività, tutti passati sotto il controllo dell'omonima famiglia. Una storia iniziata nel 1526 che avrebbe potuto deviare nel mondo dell'automobile. 
Un secolo d'innovazione
A inizio Novecento la Beretta poteva già contare su oltre quattro secoli nella produzione di armamenti. Una delle prime commesse pare sia stato un carico di 185 canne di archibugio per la Serenissima Venezia. Con lo scoppio della prima e seconda guerra mondiale, l'azienda bresciana, forte della sua esperienza, è tra i principali fornitori dell'esercito italiano. Un periodo estremamente intenso e denso di attività industriale che lasciò le fonderie prive di reali ordini dopo il 1945.
Da qui l'idea
Pietro Beretta pensò allora di riconvertire la produzione verso altre destinazioni. Nel 1948 ebbe un'idea: costruire un'automobile. Il periodo era propizio, tra l'esplosione dei consumi e l'emancipazione dei lavoratori. Il progetto prese piede con il nome di Bbc, perché contribuirono (oggi diremmo con una Joint Venture) anche Benelli e Castelbarco. Un paio di prototipi di una berlina da 100 km/h sono oggi conservati a Gardone ma una vera produzione industriale non iniziò mai.
Di chi è la colpa?
Si dice che a interrompere lo sviluppo fu un intervento diretto degli Agnelli, che minacciarono di entrare nel business delle armi se avessero fatto sul serio. O forse i Beretta si resero soltanto conto di quanto fosse sconveniente immischiarsi in un prodotto di non loro competenza, quando a Torino da tempo uscivano dalle fabbriche modelli economici e popolarissimi. Chissà. Forse, considerando i 500 anni della fabbrica d'armi, è meglio che un'automobile non sia uscita dallo stabilimento in Val Trompia. 

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