Il Brasile mette al bando le scommesse online: polemica dei club

© italyphotopress | Lula

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Lo stop alle scommesse online e ai siti dei giochi sul cellulare è una delle carte che Lula si sta giocando per vincere le elezioni presidenziali di domenica prossima. Il presidente brasiliano l'aveva annunciato la settimana scorsa e ora lo ha confermato presentando un decreto che vieta le 'bets'. La misura andrà adesso in parlamento e questo avrà 120 giorni per approvarla e convertirla in legge. Ma già dal 6 ottobre le app e i siti saranno cancellati.

"Le scommesse online stanno distruggendo i redditi delle famiglie, danneggiando la salute mentale e portando sofferenza nelle case delle persone", afferma Lula: "Per questo abbiamo preso la ferma decisione di fare ciò che è necessario. Il Brasile sarà un Paese libero" da questo fenomeno. Ma la misura è stata accolta dalle proteste delle case di gioco che hanno già annunciato ricorsi presso la Corte Suprema. Secondo alcune stime si perderanno circa 15mila posti di lavoro nel settore It. Ma insorgono anche le società di calcio, ampiamente foraggiate dalla pubblicità delle società di scommesse. A loro giudizio questa misura segnerà la morte del 'futebol'.

Nella sola Serie A del campionato brasiliano, 14 squadre su 20 hanno un operatore di scommesse come sponsor principale. Nel 2025, circa il 34% dei ricavi delle principali squadre brasiliane proveniva dai siti di scommesse, per un totale di 1,1 miliardi di real brasiliani, circa 170 milioni di euro. Nei giorni scorsi, Lula aveva avuto gioco facile nella replica ai club, ricordando che in passato, quando non esistevano le scommesse online, il calcio brasiliano vinceva molto più di oggi: "Il San Paolo è stato campione del mondo tre volte senza scommesse. Il Santos due. Anche Gremio, Flamengo e Internacional. E il mio Corinthians due volte. Anche la nostra nazionale ha vinto 5 titoli mondiali quando non esistevano queste piattaforme: la storia secondo cui eliminare le scommesse sportive cancellerà il calcio brasiliano è una sciocchezza", ripete a ogni comizio.

Ma il decreto rischia anche di metter in crisi i conti pubblici, visto che questo mercato muove oltre 30 miliardi di reais al mese, circa 5 miliardi di euro, secondo i dati ufficiali. Ma un sondaggio condotto di recente da AtlasIntel mostra che Lula ha molto da guadagnare da questa offensiva contro i bookmaker online: l'86,7% dei brasiliani considera le scommesse "dannose", e il 63,2% sottolinea che portano "solo perdite".