Il GP di Baku ha dato il primo verdetto della stagione: la lotta per il titolo piloti 2026 di F1 sarà una lotta in famiglia tra Andrea Kimi Antonelli e George Russell. La classifica dice che ci sono 66 punti di differenza tra i due piloti Mercedes, quando al termine del campionato mancano otto gare (sempre che si corra regolarmente in Qatar e ad Abu Dhabi) più la Sprint di Singapore. Gli altri? A oltre cento punti. Lewis Hamilton si trova a -103 da AKA, Lando Norris a -116 e Charles Leclerc a -123. Un'enormità.
Insomma, toccherà a Toto Wolff fare in modo che la partita non si riapra, evitando scontri fratricidi nelle prossime uscite, tra due piloti che non si amano, ma che finora hanno mostrato grande rispetto tra di loro. Intanto, la tappa in Azerbaigian ha accorciato le distanze tra il bolognese e l'inglese, confermando che i giochi non sono ancora chiusi nonostante Antonelli abbia un vantaggio di oltre due gare lunghe (50 punti) e una Sprint (8 punti) sul compagno di box. Abbastanza rassicurante? Sì, se guardiamo ai numeri della stagione fin qui.
In 15 GP, Kimi ha collezionato 8 vittorie, 6 pole position, 7 giri veloci, 12 podi, 13 Top 10 e un solo ritiro, per problemi tecnici a Barcellona. Dal canto suo, Russell si ferma a 3 vittorie, 5 pole position, 2 giri veloci, 8 podi, 12 Top 10 e due ritiri, per un problema tecnico alla sua W17 a Montreal e per un incidente con Hamilton a Spa.
Solo nelle Sprint la situazione volge a favore del britannico, che nelle 5 gare corte finora disputate ha collezionato 3 successi, 3 pole e 3 podi, contro l'unico centro di Antonelli, le 0 pole e i due podi.
Non abbastanza, però, per organizzare una vera rimonta, se non succederanno eventi clamorosi capaci di cambiare l'andamento del campionato. A Kimi basterà non commettere errori e affidarsi all'affidabilità della Mercedes per scrivere la storia dello sport italiano. Fino ad allora, dita incrociate.