"Non so se ho detto una cosa che non potevo dire…" La gaffe di Leclerc diventa virale

Fuoriprogramma a Baku per il pilota della Ferrari e l'addetta stampa lo "fulmina"

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Dopo la delusione per il quarto posto nel Gran Premio dell’Azerbaigian, in casa Ferrari ci si ritrova a gestire l'ennesimo momento singolare della stagione. Oltre all'amarezza per un podio sfuggito dopo un'ottima qualifica, ad animare il post-gara di Baku è stato un piccolo "incidente diplomatico" in diretta tv che ha visto protagonista Charles Leclerc insieme all'addetta stampa della Scuderia di Maranello.

Il siparietto si è consumato durante le consuete interviste ai microfoni di Sky. Analizzando le difficoltà incontrate in corsa — in particolare sui lunghi rettilinei del circuito azero dove difendersi dagli avversari si è rivelato particolarmente complicato —, al 28enne monegasco è stata rivolta una domanda precisa sulla configurazione della sua monoposto: in gara stava utilizzando la versione della power unit ADUO-1 oppure la più recente ADUO-2?

Leclerc ha risposto di getto e senza filtri: "Avevo l'ultima specifica". Quindi la ADUO-2. Un’affermazione spontanea che ha immediatamente fatto scattare l'allarme accanto a lui. L'addetta stampa del Cavallino, che lo affiancava durante le interviste, lo ha letteralmente fulminato con lo sguardo, scuotendo la testa con aria stralunata per fermarlo. Accortosi della reazione, il pilota si è portato una mano dietro la nuca e, accennando un sorriso imbarazzato, ha cercato di correggersi goffamente: "Non so se sto dicendo qualcosa che non dovevo dire... pensavo si sapesse".

L'episodio, durato pochissimi secondi, è diventato subito virale sulle piattaforme social, svelando un dettaglio che a Maranello avrebbero forse preferito mantenere riservato per non offrire riferimenti utili alla concorrenza. La scelta del motore era infatti considerata un'informazione fortemente strategica alla luce delle ultime gare. La specifica ADUO-2 — l'ultima evoluzione figlia delle concessioni FIA — aveva debuttato sulla Ferrari numero #16 a Monza, ma era poi stata coinvolta nel violento incidente del monegasco alla Parabolica e rispedita a Maranello per le necessarie verifiche. Nel successivo GP di Madrid, il team aveva scelto di non rischiare, preferendo non montarla. In vista di Baku, Leclerc aveva confermato il rientro dell'unità nel pool a disposizione, spiegando però che la Scuderia non avrebbe rivelato quale specifica sarebbe stata effettivamente utilizzata sulla SF-26 per non dare vantaggi agli avversari.

La risposta d'impeto di Charles ha così sciolto i dubbi tecnici della vigilia, confermando che sulla vettura era presente l'unità più aggiornata. Una consolazione magra a fronte dei riscontri della pista: pur scattando dalla seconda posizione in griglia al termine di una delle migliori qualifiche stagionali (seppur staccato di otto decimi dalla Mercedes del dominatore George Russell), in gara Leclerc non è riuscito a cogliere il podio, chiudendo quarto alle spalle di Russell e delle Red Bull di Max Verstappen e Isack Hadjar. Una giornata complessa per la Ferrari, completata dal sesto posto di Lewis Hamilton, arrivato persino alle spalle della Mercedes del giovane Kimi Antonelli, capace di risalire fino alla quinta piazza partendo sedicesimo.