Scenari

Meno auto, più valore: così il lusso batte il premium

Porsche perde il 15% del suo brand value ma resta regina, crescono Ferrari e Lamborghini

di Tommaso Marcoli
© Ufficio Stampa

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Alla fine è sempre una questione di soldi. Bilanci, capitalizzazioni, valore del marchio: tutto si riduce a numeri che analisti e mercato assegnano sulla base di stime. Da lì si redigono poi le classifiche che premiano (o puniscono) i più virtuosi, chi tiene botta contro gli scossoni, chi valorizza al meglio il proprio "brand". Per l'industria dell'auto la questione non è molto diversa e la forza del marchio può fare la differenza.
Capitalizzazione contro valore del marchio
Una distinzione è fondamentale: per capitalizzazione di borsa s'intende il valore attribuito dal mercato alla singola azienda e cambia ogni giorno con il prezzo delle azioni. In questo nessuno (nel mondo auto) batte Ferrari e i "suoi" 60 e i 70 miliardi di dollari. Il Brand Value è invece una stima che riguarda soltanto il marchio: è il valore del nome, non dell'azienda. In questo caso, secondo un'analisi di Brand Finance, Porsche, con 35,2 miliardi di dollari, è la più preziosa. 
Il prezzo della licenza
Il metodo utilizzato è il "Royalty relief": quanto un'azienda dovrebbe pagare in royalty per utilizzare quel nome in licenza. Porsche, dunque, è il più costoso di tutti sebbene abbia perso il 15% rispetto alla precedente stima di Brand Finance. Pesano le incertezze sulla transizione energetica e la flessione della domanda globale di veicoli (soprattutto in Cina). Tra i marchi del lusso, la Casa di Zuffenhausen ha i volumi di gran lunga maggiori ed è quindi anche la più esposta alle incertezze del mercato.
Crescono Ferrari e Lamborghini
Al secondo posto, con 14,5 miliardi di valore, c'è Ferrari. La solidità del marchio, unita all'esclusività, al controllo dell'offerta e alla produzione di modelli ad alto margine garantiscono un quadro di grande affidabilità. La "scommessa" Luce è ancora da vedersi considerando i contrastanti giudizi al debutto. Terzo posto per Lamborghini (3,6 miliardi) che, nonostante il periodo burrascoso, si conferma un marchio con una domanda stabile e un forte legame emotivo con i clienti.
 

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