VERSO EURO 2032

L'Italia cambia impianti, mentre la Turchia è pronta: le ultime sugli stadi dell'Europeo

La Federazione insegue su dossier e investimenti, Bari potrebbe essere la sorpresa azzurra. I nuovi stadi di Roma e Milano protagonisti

© sportmediaset

© sportmediaset

Da una parte l'innovativo "19 maggio" di Ankara ormai pronto, dall'altra il possibile cantiere per il San Nicola di Bari. Oltre alla sfida in campo in Nations League, Turchia e Italia si confrontano anche sugli stadi del futuro prossimo, quelli che dovranno ospitare Euro 2032. 

La candidatura congiunta per l'Europeo che si giocherà tra 6 anni prevede 5 stadi per nazione, selezionati dalla Uefa dal dossier che sarà presentato nei prossimi giorni. Entro giovedì, la Figc trasmetterà la documentazione relativa alle sedi ritenute idonee. Solo dopo le verifiche di conformità della Uefa, con termine marzo 2027, la Federcalcio potrà procedere alla scelta definitiva delle cinque sedi, che dovranno essere pronte nel giugno 2031. 

Il percorso è dunque chiaro per Italia e Turchia, ma il modo di arrivarci è ben diverso. La federazione turca ha quasi problemi di abbondanza, tanto che l'arena del coccodrillo, la Timsah di Bursa dove si giocherà la sfida contro gli azzurri, rischia di restare fuori dai 5 impianti eletti per l'Europeo. Gli investimenti vicini ai 10 miliardi di euro, con 29 stadi costruiti negli ultimi 10 anni, come riporta il Corriere della Sera, scavano un solco chiarissimo rispetto alla situazione italiana. 

Tra le perle che la Turchia ha intenzione di mostrare al mondo, ci sono anche il rinnovato Ataturk di Istanbul, candidato forte per la finalissima, e proprio il "19 maggio" di Ankara, ancora in fase di completamento ma che si promette futuristico (a forma di pallone) e perfetto per una delle due semifinali. 

L'Italia, dal canto suo, si farà avanti con 12 o 13 possibili stadi, con un investimento complessivo da 6 miliardi di euro, di cui 4,5 da privati e il resto dalle amministrazioni locali. La grande differenza è che sulla maggior parte degli impianti ci sarà tanto da lavorare, anche alla luce dell'esclusione di Udine, scartato per via della capacità ridotta. 

Tolto l'Allianz Stadium della Juventus già pronto, nella lista ci saranno stadi che al momento non esistono ancora, come il nuovo San Siro o l'impianto romano di Pietralata (con l'Olimpico come piano B pronto a venire in soccorso).

Poi il Maradona di Napoli da riammodernare, Firenze già avanti col progetto comunale, Salerno, Cagliari, Genova e forse Bologna. Al Sud, Lecce indietro per via della capienza, mentre sperano Palermo e Bari forti dei progetti di ampliamento: 300 milioni messi sul tavolo dal City Group per la nuova Favorita, possibile riqualificazione da 250 milioni per il San Nicola. Bari può diventare una candidata forte per Euro 2032. 

Tutto dipenderà dai lavori ingenti previsti e dal parere della Uefa. Mentre città storicamente lontane dal grande calcio come Trebisonda, Konya, Gaziantep, Eskiehir e Adalia avrebbero poco da ritoccare per poter diventare casa dell'Europeo.