Tiro a volo: Mondiali, Rossetti si conferma re dello skeet

L'azzurro ha preceduto il tedesco Haaga e il cipriota Achilleos

E' sempre Gabriele Rossetti il re dello skeet. L'azzurro, vincitore dell'oro un anno fa alle Olimpiadi di Rio 2016, ha conquistato la medaglia più preziosa anche ai Mondiali di tiro a volo in corso a Mosca. Con il punteggio di 54/60 il tiratore fiorentino - che aveva chiuso in testa le qualificazioni - ha preceduto il tedesco Vincent Haaga (54-51). Terzo posto per il cipriota Georgios Achilleos.

SKEET D'OROOO! Un anno dopo il trionfo olimpico ai Mondiali di Mosca Gabriele Rossetti conferma di essere il n.1 al mondo! @fitavstampa pic.twitter.com/zk8GhJAQRu

— CONI (@Coninews) 9 settembre 2017

Rossetti ha conquistato l'accesso al sestetto dei duellanti da primo della classe con un solidissimo 123/125 che nessun altro dei fuoriclasse in gara a Mosca aveva saputo imitare. In finale, con 122, guadagnavano un posto altri cinque accreditati avversari: lo svedese Stefan Nilsson, il cipriota Georgios Achilleos e i russi Nikolay Teplyy e Alexander Zemlin e la rivelazione tedesca Vincent Haaga. A sorpresa è un Teplyy abbastanza distratto a lasciare il campo da sesto classificato dopo i primi venti lanci. Lo segue a ruota il suo connazionale Zemlin. Non centra il podio neppure Stefan Nilsson: lo svedese è quarto. Il "triello" per le medaglie è circoscritto dunque a Gabriele Rossetti, al tedesco Haaga e al cipriota di Londra Achilleos. Con l'azzurro che guida la volata. Dopo che Achilleos è rimasto fuori dalla corsa al titolo e si è classificato terzo, l'ostacolo tra Gabriele e la vittoria iridata è soltanto la rivelazione Haaga. E quando Rossetti sta conducendo per 50 a 48, la fatica di una gara che si è conservata sempre a livelli altissimi comincia davvero a farsi sentire. Gabriele non inquadra il Pull nella doppia inversa alla pedana 4 ed è "zero", ma il tedesco non sfrutta l'opportunità di riaprire il confronto e sbaglia lo stesso piattello. A quel punto la strada è davvero spianata per Gabriele che di lì a poco sale sul tetto del mondo battendo Vincent Haaga per 54 a 52. "Tutto quello che so di questo mio sport, lo devo proprio agli insegnamenti di mio padre Bruno - ha detto Rpssetti - È lui che mi ha insegnato a gareggiare: che è una cosa diversa dal semplice puntare alla vittoria. Gareggiare è conoscere i propri limiti e tutte le proprie capacità, valutare le proprie forze e le forze degli avversari. Gareggiare è lavorare su tutti questi elementi e farne davvero un'arma per raggiungere i traguardi che si vogliono perseguire".