SQUADRE DECADUTE

Tra Serie C e D quanta nobiltà! Grandi piazze e ben 8 scudetti

Ci sono i 7 scudetti della Pro Vercelli, quello del Casale (in Eccellenza) e la coppa Italia del Vado

di Matteo Dotto
© Getty Images

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La lunga sosta per le Nazionali che ha fermato per due weekend i campionati di Serie A e B ha lasciato spazio ai tornei "minori": la Serie C (articolata in tre gironi) e la D (con i suoi nove raggruppamenti). L'occasione giusta per andare a mettere il naso in campionati comunque ricchi di storia e soprattutto ricchi di club dalla nobiltà perduta.

Sono infatti 16, in C, le squadre con un passato da Serie A. Nel girone A troviamo il Brescia (che in realtà, dopo il fallimento, ha rilevato il titolo sportivo della Feralpisalò) culla di grandi campioni come Pirlo, Balotelli e Tonali. Anche Treviso, Novara e Carpi hanno respirato il grande calcio negli anni Duemila, il Lecco - che si era riaffacciato in B nel 2022 - manca nella massima divisione dal 1966-67 quando il brasiliano Sergio "Gringo" Clerici era il pezzo forte della rosa. Addirittura al 1934-35 risale l'ultimo campionato in A della gloriosa Pro Vercelli, con le "bianche casacche" che possono fra l'altro vantare la bellezza di 7 scudetti vinti però tutti prima dell'avvento del Girone Unico (l'ultimo, nel 1922).

Nobiltà tricolore anche nel Girone B con il Vado che - seppur non mai stato in A - conquistò proprio nel 1922 la Coppa Italia grazie ai gol di Felice Levratto, centravanti sfondatore di reti con 11 centri con la maglia della Nazionale. Tutte e cinque le formazioni del Girone B con trascorsi nella massima divisione (Livorno, Perugia, Pescara, Reggiana e Spezia) hanno calcato i campi della A in tempi recenti: la Reggiana - che vi manca dal 1997 - ha il ritardo più consistente. 

Due grandi piazze come Bari e Catania guidano il drappello delle 5 nobili decadute del Girone C che comprende anche Foggia (con il mitico 4-3-3 zemaniano di inizi anni Novanta), Crotone e Salernitana. 

La Serie D regala 12 club dal pedigree prestigioso. Nel girone A ecco l'Alessandria che a fine anni Cinquanta fece esordire in Serie A quello che sarebbe diventato il primo Pallone d'oro italiano, Gianni Rivera: i grigi mancano dalla massima divisione dal 1959-60, ultima stagione di Rivera che dopo la retrocessione passò appena 17enne al Milan. Nel Girone B Chievo e Piacenza evocano ricordi di provinciali protagoniste (soprattutto i veronesi) tra anni Novanta e inizio Duemila. Nel Girone C ecco quella Triestina che ha scritto pagine epiche negli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta: la compagine cara al Paron Rocco e a Cesarone Maldini manca dalla A dal 1959 dopo 25 campionati consecutivi nella massima divisione e una prima retrocessione nel '57. Sono i Gironi D ed E i più rappresentati da club ex di Serie A: nel D a fronte di una Pistoiese con una sola presenza (nel 1980-81 con Marcello Lippi libero) ci sono Varese (sette volte in A, l'ultima nel '72: gol prestigiosi, quelli dell'ultima promozione con la coppia Bettega-Braida e qualche anno con le prodezze di Anastasi passato poi alla Juventus) e Pro Patria (i bustocchi, con la caratteristica maglia stile rugby a righe bianco e blu orizzontali, hanno salutato definitivamente la compagnia nel 1956). Tre anche le squadre con profumo di A nel Girone E: il Siena è stato protagonista in tempi recenti, per la Ternana bisogna andare agli anni Settanta e per la Lucchese addirittura si risale al 1952. Ancona (nel Girone F) e Reggina (nel gruppo I) hanno scritto pagine gloriose in tempi più recenti con i marchigiani finalisti della Coppa Italia nel 1994 (battuti dalla Sampdoria di Gullit e Mancini). 

Tra le 68 squadre che hanno giocato almeno una volta in Serie A dopo il nostro excursus in C e D ne mancano all'appello cinque. Quattro oggi sono scivolate, tra fallimenti vari, in Eccellenza regionale: trattasi di Spal (ancora in A nel 2019-20), Messina (ultima apparizione nel 2007), Casale (scudettato nel 1914 e retrocesso dalla A l'ultima volta nel 1934) e Legnano (sceso nel 1954). Addirittura in Promozione Ligure gioca la Sampierdarenese, antenata della Sampdoria con 8 presenze in A prima della fusione avvenuta esattamente 80 anni orsono; è invece scomparsa la sezione calcio dell'Andrea Doria, l'altra antenata del club blucerchiato, che però non ha mai giocato nella Serie A a girone unico.