l'intervista

Spalletti a cuore aperto sulla Juventus: "Qui si allena la mentalità. Yildiz? Ha l'inventiva di Kvara"

Luciano Spalletti su Vlahovic: "A volte si incasina da solo". E sul futuro: "Vedrete, sarò in Prima Categoria"

Luciano Spalletti spiega così le diversità tra le big allenate in carriera: "Alla Roma alleni una tifoseria, al Napoli una città, all'Inter una tradizione, alla Nazionale un popolo. La Juventus? Qui si allena mentalità, è la storia del calcio. Non bisogna vivere di solo calcio ma anche di bianconero, è gioia, orgoglio e responsabilità. Qui mi sento felice e libero, è qualcosa di grandioso ma ovviamente ci sono responsabilità altissime che mi prendo volentieri".

Intervistato da Tuttosport, il tecnico toscano ammette che la scorsa stagione ha accettato il progetto per "la fiducia nella squadra, la fiducia in me stesso e nella storia del club. Mi sono confrontato solo con la mia famiglia, non avendo procuratore". Così sull'inizio stagione: "Siamo in un momento di cambiamenti, come si vede dai nuovi vertici societari. La proprietà però resta la stessa ed è un bene. Elkann? Ha la semplicità che ti permette di entrare subito in contatto con chi hai di fronte. L'aumento di capitale da 250 milioni fa capire che la famiglia ha molto a cuore la Juventus, e mi fa sentire ancora più pressione e responsabilità. La sconfitta col Sassuolo ci ha fatto male ma siamo sulla buona strada. Vedo elementi per mostrare nuovamente ritmo e gioco mostrati per diverso tempo l'anno scorso".

Spalletti ricorda "Pizarro a Udine, Lobotka e Kvaratskhelia a Napoli, Salah alla Roma e Cancelo all'Inter tra i giocatori a cui pensa di aver lasciato il segno" mentre sente di non aver valorizzato "Ounas a Napoli". Così su Vlahovic: "Deve trovare un equilibrio personale per riuscire a esprimere il 100% del suo valore: si incasina troppo se gli dai troppo gas o gliene dai troppo poco".

C'è una menzione anche per Kenan Yildiz: "Ogni sua giocata è un manufatto di ingegno, non sa neanche lui cosa possa fare. A volte in allenamento qualcuno legge in anticipo il movimento che farà ma lui lo passa lo stesso: ha la follia nell'inventiva, così non lo freghi anche se lo conosci. È accostabile a Kvara, per come cerca di stare sempre fuori dai tempi di gioco e dalle regole della giocata, ha solo bisogno di giocare un altro po' per arrivare a quel livello. È un leader, senza per forza essere uno di quelli che parla alla squadra".

Infine, un accenno sul futuro: "Studio tutti i miei colleghi, capiterà che quando smetto vado a fare l'allenatore in Prima Categoria. Vedrete".