CASO FIGC

Figc, ecco i contropareri per Malagò: "Tesseramento non essenziale, non si può ribaltare l'elezione"

I cinque giuristi interpellati dalla Federcalcio, tra cui Sabino Cassese e Bernardo Mattarella, figlio del Presidente della Repubblica, Sergio, si "schierano" contro la possibilità di commissariamento

© italyphotopress

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I giuristi interpellati dalla Federcalcio si "schierano" dalla parte di Giovanni Malagò. La conferma arriva dall'Ansa che ha visionato i contropareri richiesti dal presidente della Figc in vista della decisione di martedì, quando il Coni dovrà pronunciarsi sul possibile commissariamento della federazione. 

I cinque giuristi sono Sabino Cassese, Bernardo Giorgio Mattarella, figlio del Presidente della Repubblica Sergio, Antonio Nuzzo, Saverio Ruperto e Pietro Sirena. A loro sono stati posti due quesiti. Il primo: il tesseramento è un requisito essenziale per la candidatura? Il secondo: l'eventuale mancanza rappresenta una "grave violazione" tale da giustificare il commissariamento? 

Ad entrambe le domande, arrivano dei "no" come risposta da parte delle consulenze giuridiche. Per Cassese, l'"accredito" di una delle componenti ha maggiore forza giuridica come requisito per la candidabilità, mentre il tesseramento è piuttosto questione burocratica. Nei pareri, in particolare quelli di Ruperto, Nuzzo e Mattarella, c'è inoltre un "no" all'ipotesi di commissariamento, sulla base del fatto che il mancato tesseramento non è ritenuto "grave violazione" dello Statuto.

Ruperto sottolinea che l'elezione di Malagò "non può essere ribaltata" anche in quanto i termini per l'impugnazione della candidatura sono di sette giorni e a quella di Malagò si oppose solo Renato Miele (ricorso inammissibile) e non "altri legittimati". Una contestazione del Coni, dunque, "potrebbe tradursi in iniziative di altro tipo, ma non avrebbe alcun effetto su una nomina divenuta oramai inattacabile".

Come noto, i pareri dei giuristi (Scoca, Medugno, Coccia e Angeletti) chiamati dal Coni era completamente opposto: tesseramento ritenuto "requisito essenziale" per la candidatura ed "elezione del non tesserato ritenuta invalida". Meno di 48 ore e nella Giunta del Coni - oppure nel Consiglio Nazionale, in seconda battuta - si arriverà alla risposta tanto attesa. Con possibili ricordi al Collegio di Garanzia del Coni, al Tar e al Consiglio di Stato come possibilità da non escludere. Il destino di Malagò come presidente della Figc, nel bene e nel male, è tutt'altro che scritto.