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Il futuro della Figc e di Malagò in mano al Coni, domani il voto: orari, votanti e scenari

Guida al voto del Coni di domani: orari della Giunta, il caso del commissariamento Figc e il futuro di Malagò e Buonfiglio

Quella di domani sarà una giornata decisiva per il calcio italiano: martedì 6 ottobre, infatti, la Giunta Nazionale del Coni si riunirà al Foro Italico a Roma alle ore 13 per la sua 1177ª seduta, chiamata a esprimersi su un ordine del giorno caldissimo: la proposta di commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio guidata da Giovanni Malagò. L'eventuale via libera della Giunta non sarebbe definitivo, servirà anche il sì del Consiglio Nazionale Straordinario, organo chiamato a ratificare la decisione, che si terrà sempre domani ma alle 14 e nel quale ci saranno 77 aventi diritto tra presidenti federali, atleti e rappresentanti territoriali.

Perché si vota sul possibile commissariamento della Figc? -

 Tutto ruota attorno alla regolarità della candidatura e dell'elezione di Malagò, contestata per il mancato tesseramento preventivo alla Figc. Mentre i pareri dei giuristi valutano se l'assenza del tesseramento costituisca una violazione, la decisione finale degli organi del Coni verterà su un altro punto e cioè se l'eventuale violazione dell'assenza del tesseramento sia talmente grave da dover commissariare la Federcalcio.

Cosa dicono i giuristi? -

 I quattro giuristi interpellati dal Coni (i professori Scoca, Angeletti, Coccia e Sanino) hanno confermato la violazione: il mancato tesseramento di Malagò prima della candidatura costituisce un'effettiva irregolarità rispetto allo Statuto Figc. Il tesseramento, infatti, viene considerato un "requisito indispensabile e soggettivo di candidabilità ed eleggibilità". 

La Federcalcio ha risposto schierando a sua volta un team di propri esperti (tra cui i professori Sabino Cassese e Bernardo Giorgio Mattarella). I giuristi della Figc sostengono la tesi opposta: il tesseramento preventivo non sarebbe un requisito essenziale per candidarsi e, comunque, qualsiasi eventuale contestazione avrebbe dovuto essere presentata entro i 7 giorni successivi all'elezione, rendendo la nomina ormai inattaccabile.

Chi ha diritto di voto e come funziona il Consiglio? -

 Nella platea dei votanti figurano ovviamente il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, i 45 presidenti delle Federazioni Sportive Nazionali, 10 rappresentanti degli atleti e 5 dei tecnici, oltre ai delegati di Enti di Promozione e strutture territoriali. Tra le figure presenti spicca anche Federica Pellegrini in qualità di membro italiano del CIO. Tuttavia, la fase più delicata si consumerà proprio durante la riunione ristretta della Giunta. Dei sedici componenti teorici, il numero effettivo di coloro che potranno depositare la propria scheda dipende direttamente dall'applicazione delle clausole sullo statuto legate alla compatibilità dei votanti.

Quanti voti serviranno? -

 Per far passare il commissariamento in Giunta Coni servirà la maggioranza, quindi almeno 9 voti, ma la conta non è semplice poiché c'è ancora da decidere quanti saranno gli aventi diritto. In caso di conflitto di interessi, infatti, alcune figure, come per esempio Diana Bianchedi (per 12 giorni capodelegazione azzurra), potrebbero non votare abbassando la quota di maggioranza. Il Coni, dopo aver chiesto all'Autorità Nazionale AntiCorruzione un parere, si è vista rispondere che la decisione non di competenza dell'ANAC dunque la responsabilità di chi potrà votare dovrebbe ricadere sul presidente Buonfiglio.

Se la proposta passerà in Giunta come detto si passerà alla ratifica in Consiglio: anche in questo caso servirà la maggioranza, dunque 42 voti, ma dipenderà dai votanti al netto delle astensioni.

Cosa farà Malagò in caso di commissariamento? -

 Il presidente Figc dovrebbe impugnare la delibera Coni davanti al Collegio di Garanzia dello Sport e, in caso di rifiuto, sarebbe pronto ad andare anche al TAR e al Consiglio di Stato.

La Uefa osserva, Euro 2032 sullo sfondo -

 Il potenziale commissariamento della Figc rischia di provocare uno strappo con la Uefa, mettendo anche a rischio l'organizzazione degli Europei 2032 assegnati all'Italia (e alla Turchia). Il presidente Ceferin vedrebbe un commissario come un'ingerenza politica sullo sport, priva di reali giustificazioni amministrative, finanziarie o legate a scandali: a quel punto la sospensione della Figc diverrebbe ipotesi concreta e con lei la revoca di Euro 2032. Se invece venissero indette subito nuove elezioni Figc (alle quali Malagò, se volesse, potrebbe ripartecipare, ovviamente previo tesseramento) a quel punto la Uefa non avrebbe nulla da ridire.