
Mancini lancia Vergara cambiando il ruolo di Allegri: "La nostra ala destra del futuro"
Contro Francia e Turchia le prime due gare in azzurro per il 23enne del Napoli: fino al 2023 giocava in Serie C e dopo un infortunio pensò di ritirarsi per lavorare nella concessionaria di famiglia

Tre anni per passare dalla Serie C alla nazionale, tre giorni per regalarsi una nuova carriera e una nuova vita. Antonio Vergara sa come si fa: come dal 28 al 31 gennaio 2026 ha trovato la svolta col Napoli segnando a Chelsea e Fiorentina, stavolta la stessa accelerazione a cavallo del weekend tra Francia e Turchia, le sue prime due presenze con l'Italia. Niente gol in questo caso, ma tanti segnali positivi.
A Bologna, ha capitalizzato la chance da titolare presidiando al meglio la fascia destra, con giocate creative e buone trame con i compagni, prima di arrendersi a un leggero risentimento al polpaccio destro. Roberto Mancini non ha dubbi e lo vede in quel ruolo: "Dipenderà da lui perché deve crescere, non è facile fare la differenza. Ci vorrà un po' di tempo perché il livello delle partite è alto. Ha giocato nel Napoli e ha fatto partite importanti, ha qualità per quel ruolo. Spero possa essere la nostra ala destra del futuro perché ha le qualità per farlo", aveva detto prima della gara contro gli uomini di Montella.
Una novità rispetto al suo impiego nel Napoli, dove Allegri aveva addirittura pensato di trasformarlo definitivamente in una mezzala di palleggio durante il ritiro estivo. Non una follia, dato che Vergara ha tanta qualità e si ispira a chi è partito da lì per diventare addirittura regista, ovvero Piotr Zielinski. Poi i primi impegni ufficiali in stagione e il progressivo avanzamento, soprattutto sulle corsie offensive, anche se ora il "compromesso" finale potrebbe arrivare con l'eventuale cambio di modulo: 3-4-2-1 con Vergara trequartista, nelle stesse zolle di campo dove lo aveva schierato Antonio Conte per le prime presenze in Serie A e non così lontano da come lo vede il Ct per il futuro azzurro.
L'importante è giocare e andare ben oltre le attuali 23 presenze con il Napoli, bottino troppo magro - meno i 4 gol e 5 assist col club - per chi il prossimo 16 gennaio compirà 24 anni. La vetrina Champions potrebbe aiutare a velocizzare il processo. La carriera da professionista del ragazzo di Frattamaggiore, infatti, è stata un inesorabile crescendo: Serie C a Vercelli, due stagioni in B con la Reggiana, poi il ritorno a casa, nel club in cui era cresciuto fin da bambino. Strada non convenzionale e anche tortuosa: "Dopo l'infortunio al crociato pensai di mollare. Ho chiamato i miei e gli ho detto che ero pronto a lavorare nella nostra concessionaria d'auto a Caivano. Il destino, però, ha voluto altro", aveva detto a fine estate.
La riabilitazione, i passi in avanti nelle categorie, poi Conte, il Napoli e la notte di Champions contro il Chelsea con il Maradona ai suoi piedi. Dopo il Dall'Ara, l'ex San Paolo è il primo stadio da riconquistare. Allegri studia come valorizzarlo, Mancini lo aspetta con vista su Nations League, Europei e ancora oltre.