
"In 2 anni, Pio al livello di Vieri e Toni": Mancini e un confronto davvero senza storia a 21 anni
Il paragone del ct legato al suo attaccante da 7 gol in 13 gare in azzurro: "Ha fame di gol e di lottare, può diventare un centravanti straordinario"

Prima di allenarne a decine, Roberto Mancini ha affinato il feeling con campioni come è stato lui direttamente sul campo. A partire da Christian Vieri, insieme a lui ai tempi della Lazio prima di guidarlo dalla panchina all'Inter. Bobo e un campione del mondo come Luca Toni sono al centro dell'interessante paragone lanciato dal ct dopo la vittoria dell'Italia sulla Turchia.
Il ragionamento parte da Pio Esposito e arriva alle due leggende azzurre: "Pio? Ha fame di gol, di lottare e di giocare. Credo che nel giro di due anni possa diventare un centravanti all'altezza di ciò che erano Vieri e Toni. Per la fisicità che ha e le qualità tecniche credo che possa diventare un grande centravanti". Parole forti, ma non un'eresia. Soprattutto se paragoniamo i rispettivi percorsi all'età di Pio, 21 anni.
Pio e il confronto con Vieri e Toni a 21 anni -
Se l'attaccante dell'Inter ha già segnato 7 gol in 13 gare con l'Italia, a 21 anni né Vieri né Toni avevano ancora esordito con la nazionale maggiore. Bobo arrivò in azzurro nel 1997, a 24 anni, dopo essersi trasferito alla Juventus in seguito a una lunga gavetta. Toni esordì addirittura a 27 anni, nel 2004, all'inizio della gestione Lippi, quando i 30 gol segnati in Serie B trascinarono il Palermo alla promozione.
A livello di club, se possibile, la distanza era ancora più evidente. Dato che Pio è già alla seconda stagione con l'Inter, ha toccato quota 13 gol con i nerazzurri, vinto uno scudetto e una Coppa Italia e trovato la rete anche in Champions League. Vieri, dopo 7 presenze e un centro con il Torino in Serie A, ripartì dalla Serie B con Pisa, Ravenna e Venezia, con queste ultime due esperienze (tra il '93 e il '95', tra i 20 e i 22 anni) a schiudergli le porte dell'Atalanta in A. Toni partiva ancora più indietro e tra il 1997 e il 1999 giocava in Serie C1 tra Fiorenzuola e Lodigiani, raccogliendo 15 reti in quest'ultima parentesi, capace di portarlo al salto in B con il Treviso.
Insomma, all'età di Pio raramente un attaccante è stato così incisivo e decisivo con gli azzurri. Tanto da renderlo titolare fisso e spostare Kean verso l'esterno e Scamacca addirittura in panchina. Vedremo se nei prossimi due anni Esposito riuscirà davvero ad avvicinarsi al livello raggiunto da Vieri e Toni nei momenti più alti del loro percorso, da 272 gol in carriera il primo e da scarpa d'oro il secondo.