L'Argentina ha dato un commovente addio a Lionel Messi, che ha giocato la sua ultima partita con la nazionale in un'amichevole contro il Benin che si è disputata a Buenos Aires. La storia di Messi con la nazionale argentina è finita con una vittoria e una grande emozione: nell'amichevole contro il Benin, la Selección si è imposta 3-0 e il numero 10 è stato ancora una volta protagonista. Due assist, per i gol di testa di Otamendi e di Nico Paz, poi la rete personale su calcio di rigore. Una serata speciale, segnata dalle lacrime e dall'omaggio dei tifosi.
Al decimo minuto, il gioco si è fermato: dagli spalti un lungo applauso, mentre i fuochi d'artificio illuminavano la notte di Buenos Aires. Al termine della partita, Messi ha ricordato i suoi sogni realizzati con l'Argentina e ha rivolto un pensiero al padre, scomparso quest'estate. Poi il ringraziamento alla squadra: "Sono orgoglioso di essere argentino". E infine il saluto: da oggi, ha detto, sarà lui a tifare per la Selección. La Federcalcio argentina ha trasformato la partita di martedì, la numero 208 di Messi, in un addio nazionale pubblicizzato come "l'ultimo tango". Gli oltre 85mila biglietti per lo stadio più grande di Buenos Aires sono andati esauriti in 90 minuti; i posti, che originariamente costavano tra i 60 e i 300 dollari, sono stati poi venduti a oltre 2.500 dollari sui siti di rivendita. I giocatori delle squadre argentine vincitrici dei Mondiali del 1978, 1986 e 2022 sono tornati per salutarlo.
L'addio di Messi, 39 anni, conclude una carriera internazionale durata 21 anni, che ha regalato all'Argentina un titolo mondiale e due campionati sudamericani. Un tempo accusato di indifferenza nei confronti del proprio Paese, Messi se ne va da eroe nazionale, i cui trionfi hanno offerto agli argentini un sollievo da anni di turbolenze politiche ed economiche. Per anni, gli argentini hanno discusso su quando e come Messi avrebbe dovuto lasciare la scena mondiale. Il suo annuncio del 31 agosto, in cui ha comunicato il ritiro dalla nazionale, poche settimane dopo la sconfitta dell'Argentina contro la Spagna nella finale dei Mondiali, ha suscitato un'ondata di gratitudine e rammarico, anche se Messi continuerà a illuminare la Major League Soccer giocando con l'Inter Miami. Il contratto di Messi con l'Inter Miami è valido fino alla stagione 2028.
Dopo il fischio finale, gli occhi di Messi si sono illuminati mentre i compagni di squadra gli si stringevano attorno, applaudendolo. Dagli spalti si è levato un coro fragoroso di "Olé, olé, olé, olé, Messi, Messi", mentre decine di migliaia di tifosi saltavano, cantavano e si inchinavano verso di lui come in segno di venerazione. Uno striscione a centrocampo lo proclamava "Capitano Eterno".
"La verità è che sto parlando più di quanto abbia mai fatto. Non voglio andarmene da qui, non voglio lasciare questo campo", ha detto Messi alla folla, che ha esultato come se avesse segnato. "Voglio solo dirvi che vi amo, che mi mancherete e che sono grato a Dio di essere argentino", ha aggiunto. Nelle ultime settimane, i giornali hanno pullulato di tributi nostalgici e in tutto il Paese sono spuntati murales in onore di Messi. La Nación, uno dei principali quotidiani argentini, ha distribuito 'Immortal', un documentario che racconta la sua ultima avventura ai Mondiali, e ha pubblicato un'edizione speciale di 196 pagine dedicata alla sua carriera.
Da giugno, una statua di Messi alta 26 metri raffigurato in ginocchio con il trofeo della Coppa del Mondo, sovrasta gli automobilisti di passaggio in Patagonia. Martedì l'obelisco, simbolo di Buenos Aires, si è illuminato di azzurro e bianco, i colori della bandiera nazionale, mentre i siti di notizie seguivano in diretta ogni minuto dell'amichevole contro il Benin come se fosse una finale di Coppa del Mondo.