"Per me nessuna rivincita, la classifica non è una priorità, lo è dare uno stile di gioco e far capire ai giocatori la cultura del lavoro. Stiamo lavorando bene e dobbiamo confermarci partita dopo partita". Così Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, sul palco della 12/a edizione del Premio Giuseppe Colalucci all'Antico Tiro a Volo, risponde a chi chiede del cammino della sua squadra. Sulla protesta del tifo, ammette che "mi manca tanto la gente nello stadio, i tifosi che incitano. Normale che dispiace, adesso i nostri tifosi stanno facendo fatica a venire allo stadio, bisogna rispettarli. Ma giocare con 10mila o con 50mila persone è diverso".
Riflessione sul nuovo corso arbitrale: "Il nostro calcio sta cambiando, le partite sono più divertenti, si fischia meno. Ci mancano gli stadi per far tornare la gente negli impianti a tifare".
Poi l'analisi sulla nazionale che si è risollevata con il suo successore, Roberto Mancini: "La mia idea è che la nostra nazionale è una squadra che ha talento, lo dicevo anche io ma questo bisogna metterlo a disponibilità di tutta la squadra. Ce li abbiamo i giocatori forti, Mancini sta facendo un grandissimo lavoro, è una squadra che ha voglia quando scende in campo. Dopo la prima partita sembrava tutto da buttare via, l'allenatore è stato bravo a far ricredere tutti".