
Roma, Mourinho: "Con la Roma è finita dopo Budapest, quando sono tornato ero già morto. La proprietà? Approccio diverso"
Josè Mourinho ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport. Nel corso della chiacchierata, parole al miele spese per la Roma con un ricordo particolare sulla finale di Europa League a Budapest

Un altro duello romantico, un mese dopo l'incrocio con la sua amata Inter. Questa Champions League è cominciata con sfide da batticuore per Josè Mourinho. Esattamente 30 giorni fa l'incontro con i nerazzurri, allenati dal suo allievo Chivu. Mercoledì 14 ottobre, il ritorno all'Olimpico per affrontare la Roma di Gasperini.
Nella settimana che precede il big match, Mourinho è tornato a parlare del periodo giallorosso: "Mi ha fatto male al cuore l'addio. Non esiste e non esisterà mai una parola mia contro la Roma o contro la sua proprietà: quando esco, esco pulito e con il sentimento che sarà per sempre casa mia. Ho avuto solo un commento negativo verso Thiago Pinto, poi mi sono scusato."
Con i capitolini è stato amore a prima vista. Un affetto dimostrato fin da subito dai tifosi, andati ad accoglierlo all'atterraggio all'aeroporto: “Il giorno in cui arrivai c'erano migliaia di persone ad accoglierli e non avevo fatto ancora niente. Io non merito questo ma questa è Roma”, il ricordo emozionato del tecnico.
"I tifosi hanno capito che per me solo esisteva una cosa, la Roma e i romanisti" - continua lo Special One - "Io ho lottato per loro, ho dato tutto, abbiamo vinto una competizione che per un club che non vince tanto ha un grandissimo significato al punto di che altro giorno un mio amico procuratore è andato a Trigoria e mi ha fatto la foto dell'entrata di Trigoria. Quella coppa rimarrà sempre là"
Per Mou, il picco massimo della connessione coi tifosi è stato toccato, malgrado tutto, dalla finale di Europa League persa ai rigori con il Siviglia: "Dopo le vacanze torno già morto. Torno morto per causa della UEFA che mi ha fatto pagare per una cosa che non è mia responsabilità". Il riferimento è all'episodio dell'aggressione dei tifosi sfiorata in aeroporto all'arbitro Taylor il giorno dopo l'atto conclusivo di Budapest. Un gesto, secondo la UEFA, fomentato dalle dichiarazioni post partita di Mourinho.
Ma l'allenatore non ci sta: "Quello che è successo nell'aeroporto non è mia responsabilità. Faccio mea culpa per gli insulti all'arbitro nel garage e per questo ho pagato giustamente. Certo. Non dovevo pagare per quello che è successo nell'aeroporto."
La vicenda, per il tecnico di Setubal, ebbe ripercussioni anche sul rapporto con la proprietà: "La società aveva un profilo diverso dal mio e un approccio diverso che ho avuto per quella finale. Il giorno della finale a Budapest sono stato esonerato: quando sono ritornato dalle vacanze ero già morto. Il funerale è stato a gennaio, quando mi hanno licenziato". Se dovesse incontrare i Friedkin tra sei giorni? "Se li trovo nel tunnel dopo la partita, prima della partita, saluto senza nessun tipo di problema."
Non tutti i mali vengono per nuocere, neanche dopo una sconfitta così dolorosa: "Io sono stato solamente uno che è stato lì, ha dato tutto e la gente ha capito che ho dato tutto. E la finale di Budapest, più di Tirana, è quella che ha definito chiaramente questo sentimento che loro hanno verso di me." Per Josè, però, è impossibile accostarsi a figure leggendarie come Francesco Totti o Bruno Conti, inimitabili a sua detta nell'immaginario collettivo romanista.
Tifoseria, ambiente. Tutte cose che Mourinho non dimentica facilmente e che si posizionano addirittura al di sopra dei sentimenti provati in altre piazze allenate: "Roma è diversa, soprattutto per chi per la prima volta deve fare quella strada che porta allo stadio quando entri al Foro Italico. Quella è una cosa bellissima". "Mi devo preparare perché è la prima volta che vado senza il supporto dei tifosi giallorossi" - tornando alla super sfida di Champions - "Non mi aspetto cori o striscioni, solo tanto rispetto."
Insomma, tornare all'Olimpico provocherà sensazioni impareggiabili: "Gli interisti non saranno gelosi perché la Roma ha un pochino attenuato il rapporto." E a proposito di Inter, Mourinho ha chiosato con un commento sull'Inter, di cui Gasperini vuole proporsi come principale rivale: "Per Malen e compagni sarà difficile in campionato. Anche in Coppa Italia può succedere qualcosa, però penso che l'Inter ha tutto per... Spero di no. Spero di no. Comunque, ha tanto per poter fare una stagione migliore degli ultimi anni."
Di certo, Roma-Real Madrid misurerà le ambizioni dei giallorossi. Magari, un successo "gasperiniano" inietterà autostima anche nella lotta scudetto. Ma questo, a Mourinho, meglio non dirlo.