L'accertata mancanza di tesseramento da parte di due dei tre componenti del Collegio di garanzia dell'Associazione italiana allenatori calcio (Aiac) ha indotto il tribunale di Firenze ad accogliere il ricorso presentato dall'ex dirigente Fabio Lozzi contro la sanzione inflittagli per il presunto percepimento di somme a titolo di indennità nonostante il principio di gratuità delle cariche stabilito dall'associazione. Il Collegio aveva sospeso Lozzi, segretario del Comitato regionale Lazio, per cinque anni e aveva disposto il commissariamento di Aiac Lazio e di tutte le province. Il giudice civile ha accertato che due componenti del Collegio erano privi dei requisiti previsti dallo Statuto e quindi l'organo non aveva legittimazione a giudicare in quanto non regolarmente costituito. La sentenza è intervenuta anche sul nodo economico: l'Aiac chiedeva a Lozzi la restituzione dei rimborsi per seguire i corsi allenatori nel 2023-2024, ritenendoli non dovuti, ma non avendone fornito la prova la tesi non è stata accolta, anche perchè il ricorrente ha documentato che si trattava di rimborsi spese, che sono previsti dallo Statuto. Gli avvocati Cesare Di Cintio e Matteo Sperduti, difensori di Lozzi, rilevano che la pronuncia è destinata ad avere rilievo in seno all'Aiac: andrà verificato perchè il Collegio di garanzia abbia potuto esercitare le funzioni senza averne i requisiti da statuto. Inoltre, andranno prese decisioni sul commissariamento di Aiac Lazio, visto che è venuta meno la motivazione.
Due giudici non tesserati, annullata decisione Collegio garanzia Aiac
Continua a leggere su sportmediaset