
Chivu: "Si parla sempre di anti-Inter ma noi sappiamo che c'è da lottare. Spence ok, Provedel vediamo se gioca"
Il tecnico nerazzurro alla vigilia del Parma: "Calha a disposizione, Stankovic prima o poi farà vedere di che pasta è fatto"

"Come riparte l'Inter? Due o tre settimane cambia poco per me. Ciò che cambia è l'attesa, gli allenamenti con pochi giocatori a disposizione e per coloro che vanno in nazionale ci sono due settimane di ritiro e quattro partite giocate ogni tre giorni. Ci siamo incontrati tutti ogni due giorni, oggi è l'unico allenamento in cui ho avuto a disposizione tutti quelli che domani saranno convocati e domani si comincia. L'attesa per molti è stata lunga". Così il tecnico dell'Inter Cristian Chivu alla vigilia della gara contro il Parma. "Turnover? Non possiamo trascurare il minutaggio fatto dai nazionali, non vogliamo compromettere l’integrità dei giocatori, ma sono abituati a giocare ogni tre giorni e preferiscono fare quello piuttosto che allenarsi per una settimana intera. Bisogna capire il momento, l’avversario e l’equilibrio di una squadra, anche perché giocheremo ogni tre giorni”.
È arrivato il momento di Provedel in porta?
"Non lo so, vedremo domani alle 18 le scelte che farò".
Spence è pronto?
"È una settimana che si allena con noi, da lunedì è arrivato regolarmente nel programma della squadra senza vincoli o altre cose. Ha fatto cinque allenamenti bene, non dimentichiamo la riabilitazione e la vacanza post mondiale, è assente da due mesi dai campi. Sarà convocato, ci fa piacere vedere il suo sorriso, il suo lavoro e le sue qualità".
L'Inter può sostenere una difesa a 4?
"Non abbiamo la garanzia che giocando a 4 si vinca qualcosa, è inutile sprecare energie e tempo. La stessa cosa vale per la difesa a 3. La cosa più importante sono i principi di gioco, non il modulo. La squadra è costruita per un determinato tipo di gioco, noi non siamo al calcio balilla che ci mettono 3-5-2 e siamo fermi. Abbiamo flessibilità, tante soluzioni, con palla e senza. Mi adatto alle caratteristiche del gruppo, a quello che sono abituati a fare. Se poi un domani ci sarà bisogno potremo anche giocare a 4 ma non so se per una stagione intera".
Come sta Calhanoglu?
"Calha ha iniziato in gruppo da lunedì, quindi da una settimana si allena con il gruppo, è a disposizione. Vorrei fare chiarezza sulle voci dalla Turchia che non è voluto andare a vedere i suoi compagni: il problema sono stato io, ci tenevo che lunedì fosse con noi, abbiamo finito l'allenamento tardi. Lui voleva andare in nazionale quando si giocava Italia-Turchia non gli ho concesso il giorno libero perchè abbiamo bisogno di lui, delle sue qualità, di quello che ci dà in campo. Lui è importante ma sono tutti importanti".
C'è il rischio di sottovalutare il Parma?
"In tutti questi anni abbiamo imparato a non sottovalutare l'avversario, l'anno scorso abbiamo dimostrato la maturità raggiunta dalla squadra. Abbiamo perso contro squadre in corsa per vincere trofei, ma non abbiamo sottovalutato le altre partite. Questione di maturità, consapevolezza e voglia di superare determinati momenti. Le partite sulla carta non raccontano tutta la verità, noi cerchiamo di presentarci al campo ogni volta nella nostra miglior versione. Siamo consapevoli che nulla sia scontato, che nessuno ci regali nulla. Abbiamo qualità e fiducia nell'andare a prenderci ciò che ci dà la giornata, sperando di ottenere ciò che meritiamo".
Gasperini si è iscritto alla lotta al titolo...
"Perchè non parliamo di anti-Roma, di anti-Milan, di anti-Como, di anti-Juve? Siamo consapevoli che per arrivare ai nostri obiettivi c'è da lottare. Ora è troppo presto per fare certi discorsi, sono passate 5 giornate di campionato. Noi vogliamo essere competitivi, al momento bisogna parlare solo di questo. Troppo presto dire chi è l'anti-Inter".
Può essere arrivato anche il momento di Stankovic?
"Ale finora è entrato due volte. Poteva giocare di più, l’ho detto anche un altro giorno, magari la colpa è mia perché ho un rapporto con lui che mi lega da molti anni. L’ho tenuto in braccio da piccolo, l’ho visto crescere e sono contento della maturità raggiunta. Lui sa di essere capitato in una squadra evoluta, con ambizioni e consapevolezza dei mezzi diversa. Mi fa piacere che lavori seriamente per far vedere che a questo livello ci sa stare, ci sa fare. L’autostima e la fiducia che dimostra lo porterà prima o poi a far vedere di che pasta è fatto. Noi lo consideriamo un giocatore da Inter, questa è la cosa importante".
Le parole di Boban su Sucic?
"Zvone è un grande per me, so anche il contesto, venivano da una sconfitta non facile da digerire. Non voglio nemmeno mettere troppa pressione sull'andamento di Petar. Mi risulta che è stato uno dei 3 più impiegati come minutaggio tra i centrocampisti. Se riduciamo tutto alla titolarità o all'ego personale, loro lo sanno che non fa per me. Io voglio che capiscano l'importanza anche dei sostituti, non mi risulta che Petar sia stato dimenticato in panchina. Petar è un giocatore importante e sappiamo cosa ci può dare e cosa ci potrà dare. Siamo contenti della sua crescita, della sua umiltà e di cosa mette a disposizione del gruppo".