Montella, il giorno dopo. Giovedì 28 settembre è stata una giornata particolare: l'ombra di Carlo Ancelotti, la tensione che sale, il 2-0 sul Rijeka che scivola nello psicodramma del 2-2 e in quel gol scacciapensieri (i peggiori) di Cutrone, fino al dopo-partita nel quale rielaborare i pensieri, per forza non lucidissimi, e affrontare quel muro di diffidenza e insofferenza che gli sta intorno. E ben sapendo che il solo modo per uscirne indenni è scalare la prima montagna che si chiama -nientemeno- Roma. Difficile? Fate voi...
Così il giorno dopo, a Milan Tv, e sempre con quell'ombra ancelottiana che lo sovrasta, Montella prova a dire queste cose. "L'orgoglio nel finale di partita contro il Rijeka è la cosa più positiva. Dobbiamo imparare a gestire meglio le gare e quindi a fare più gol. Avremmo dovuto essere più verticali nelle giocate nel secondo tempo. Dobbiamo accelerare nel momento giusto. La partita era in controllo totale, probabilmente abbiamo tutti pensato alla Roma e abbiamo abbassato l'attenzione. E a questi livelli non te lo puoi permettere".
"Mi aspetto una prova di temperamento, più coraggio, più tranquillità e più gioia nel giocare. Mi piacerebbe arrivarci che i ragazzi ci arrivassero con la voglia di giocare con serenità".
"Sono state fatte delle cose buone, ci sono delle cose su cui lavorare. Abbiamo perso un po' di entusiasmo, anche inconsciamente. Le due sconfitte arrivate forse non ce lo aspettavamo e quindi hanno lasciato un po' di strascichi. Ho dei ragazzi molto disponibili, a volte c'è un po' di ansia. Crescere con la maglia del Milan non è come crescere con altre maglie. Guardiamo step by step".
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