
Chivu e il gioco degli attaccanti: va bene il turnover, ma ora qual è la coppia titolare?
La coppia Pio Esposito-Thuram ha fatto benissimo contro il Parma ma Lautaro è intoccabile

E' sempre bello avere una rosa ricca da alternare, soprattutto quando hai tanti impegni e ti chiami Inter. Non puoi permetterti di sbagliare mai e ogni calo di forma può essere un problema. La panchina piena di elementi che sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra è un bell'aiuto. L'Arsenal ci ha costruito una stagione pazzesca, con una Champions svanita all'ultimo rigore della finale. Chivu non ha i giocatori di Arteta, su questo non c'è dubbio, ma è anche evidente che in tanti vorrebbero avere la sua rosa. Tra un campionato da bissare e una Coppa da portare il più avanti possibile, ci sarà spazio per tutti. E' vero però che, oltre alla gestione fisica e tecnica delle risorse, un allenatore con tante alternative si ritrova costretto a fare i conti con la voglia di giocare sempre dei suoi giocatori.
Soprattutto in attacco si è da sempre abituati a pensare alla coppia fissa. Giusto per restare in casa nerazzurra, e limitandosi all'ultimo mezzo secolo, Boninsegna-Mazzola, Altobelli-Muraro, Altobelli-Rummenigge, Serena-Diaz (e poi Klinsmann), Vieri-Ronaldo (al netto degli infortuni) e Lukaku-Lautaro sono stati gli esempi più eclatanti dell'idea di affidarsi a giocatori fissi al centro dell'attacco, da cambiare solo in casi estremi. I tempi, ovviamente, sono cambiati, le partite quasi raddoppiare e il numero di giocatori anche. Nell'Inter 2026-'27 diventa complesso capire quale sia la coppia titolare. Dei quattro candidati è solo chiaro che Bonny parta da ultima scelta. Valutando la partita con il Parma, si è visto quanto Esposito e Thuram si sappiano integrare in modo perfetto.
Certo, servirà un impegno più probante, ma la capacità di gestire la manovra di Pio, sapendo difendere il pallone in alternativa alla sponda immediata e alla ricerca della profondità, unità ai movimenti in verticale di Thuram, sanno dare al gioco offensivo nerazzurro una fluidità e una concretezza invidiabili. E Lautaro? Lasciato inizialmente in panchina, tornerà tra i titolari in Champions. La buona notizia, per Chivu, è che i tre sanno combinarsi perfettamente e, qualsiasi coppia venga scelta, potrà garantire non soltanto un alto livello tecnico ma anche una naturale intesa di movimenti. Più che alle coppie del passato citate in precedenza, viene in mente l'Inter di Mancini del 2008, quella che conquistò il titolo all'ultima giornata sotto il diluvio di Parma. In quella stagione il Mancio poteva scegliere tra Crespo, Ibrahimovic, Cruz, Adriano e un giovanissimo Balotelli (e in rosa c'erano anche Suazo e Recoba). La qualità offensiva, insomma, non è mai mancata in casa nerazzurra...