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Bezzecchi: "Sono contentissimo, mai smesso di lavorare: ce lo meritavamo"

Il riminese dell'Aprilia: "Abbiamo passato dei momenti difficili". Fernandez: "Con due dita rotte non pensavo nemmeno di partire". Martin: "Sono tornato davanti, ma sarà una bella sfida"

Erano più di quattro mesi che Marco Bezzecchi non vinceva una gara della MotoGP (Mugello a fine maggio), ma finalmente il digiuno è terminato. Il riminese dell'Aprilia è tornato a guardare tutti dal gradino più alto del podio e si è rimesso in gioco anche per il titolo, seppure Martin e Marquez siano ancora un po' lontani. La cosa più importante, però, era riprovare quelle grandi sensazioni. "Sono contentissimo, era il mio obiettivo dal Sachsenring. E' bello tornare in cima al podio dopo aver lottato con Raul (Fernandez, ndr), penso che ci meritassimo un risultato così. Io e tutto il team ce lo meritiamo, soprattutto loro perché non hanno mai smesso di lavorare e anche loro hanno passato dei momenti difficili con me. Questa vittoria è a loro e alla mia famiglia a casa", le parole di Bez.

"Sono contento, ci voleva, da tantissimo non ero in testa per un po', non è stato un periodo semplice. Rischiare di più per il titolo? La realtà ora è che è più perso che vinto. Bisogna prendersi sicuramente qualche rischio, ieri non ha pagato e oggi si. Alla fine la mia voglia di andare in moto è sempre la stessa, a me piace proprio, mi da piacere. Non vedo l'ora di venire alle gare e anche di soffrire", ha aggiunto.

Sull'incidente della Sprint con Raul Fernandez: "Cosa ci hanno detto ieri? Niente. Alla fine è stato un incidente di gara che per quanto si potesse evitare forse si forse no, l'importante è che tra di noi ci sia rispetto. Ci siamo parlati e ci siamo scusati delle cose che secondo noi avevamo sbagliato. Alla fine siamo due ragazzi intelligenti, siamo partiti oggi per cercare di fare il nostro massimo, io per conto mio e lui per conto suo ed è andata bene. Il macinino del pepe? Un po' di pepe sta bene sempre, una storia lunga con i miei amici a casa, Baiox e anche Kimi. Ce la teniamo per noi".

Una grande impresa l'ha firmata anche Raul Fernandez, secondo dopo essersi fratturato nella caduta della Sprint. "Non so neanche che cosa dire, per me è stato davvero difficile ieri quando sono caduto e prima ancora di andare in clinica mi sono reso conto di avere una frattura, devo ce l'avevo già avuta e mi sono detto che non sarei partito. Poi stamattina quando mi sono alzato mi sono reso conto che avevo due dita fratturate, non ho detto niente e ho cercato di tenere la concentrazione sulla gara. Stamattina ho cercato di trovare una soluzione per frenare, ho dovuto ricominciare da zero, tutti i riferimenti e come usare i freni. In gara mi sono sentito subito a mio agio, di solito quando sono primo non faccio molti errori invece oggi ne ho fatti, ma alla fine ce l'ho fatta. Voglio dedicarla a tutta la famiglia, mio fratello che ieri è stato con me tutto il giorno dopo la caduta e gli spagnoli che si sono alzati per vedermi", le parole dello spagnolo.

Non può che essere contento anche Jorge Martin, tornato in testa alla classifica mondiale. "Ho dato il massimo, ma Marco e Raul sono stati più forti di me tutto il weekend, ho perso la pole e ho cercato di stare calmo. Agli ultimi giri ho fatto fatica con le gomme e il fisico, ma sono riuscito a finire sul podio. Siamo ancora in gioco e siamo ancora al comando. Sarà sicuramente un Mondiale duro e sfidante" ha commentato.

E ancora: "Forse Raul in questa condizione avrei potuto batterlo, ma Marco ne aveva di più. Non tanto, ma c'erano alcune curve dove avevano due decimi in più e questo l'ho pagato tutto il weekend anche in qualifica. Io determinato? Alla fine penso che i campioni devono avere tutto, non solo la velocità ma anche determinazione e intelligenza e quando le cose non vanno bene continuare a spingere e penso che questo sia l'unico modo per riuscire a lottare contro un pilota come Marquez. Io darò il massimo e vedremo che succede".

Lo sconfitto di Mandalika è Marc Marquez, anche se si tratta solo di una battaglia: "Problemi di pressione o fisici? No, no. Non avevo problemi di pressione, già da tutto il weekend eravamo in quella posizione tra il 5° e il 7°. Ieri abbiamo fatto una cosa fuori dai piani, che era fare 4° in qualifica e vincere la Sprint. Non lo dico mai, ma mi sento vincitore questo weekend. Non ho perso nessun punto da Martin e solo 3 da Bezzecchi quindi sono molto contento. Fatica con l'anteriore? No, sapevamo che Mandalika era il circuito peggiore per noi, ma come ti dicevo la cosa più importante per noi, anche se siam finiti 10 secondi dietro il primo, abbiamo fatto 22 punti, Martin 22 e Bez 25. Completamente a posto. I sorpassi con Acosta? Lui mi voleva far passare ma io non me la sentivo di stare davanti, alla lavagna ho visto che mancavano 12 giri e ho detto che non vado davanti 12 giri, faticavo. Per un momento quando ho provato a lasciar passare pensavo fosse Diggia, alla lavagna mi avevano detto che era lui e lo avrei fatto passare così mi tirava un po'. Sapevo che 12 giri con Ogura dietro, Acosta che era molto più veloce di me con problemi di pressione davanti e Diggia veloce alla fine, non volevo perdere tempo perché non sapevo dove fosse il gruppo del 7°/8°.

Pecco Bagnaia spiega l'ennesima caduta: "La caduta? L'ho persa davanti, si è chiusa, semplicemente. Degrado o pressione gomme? Ho fatto 5 giri, non avevo velocità e per provare a fare qualcosa in più si è chiusa, purtroppo mi mancava velocità. Weekend difficile per Ducati? Il passo indietro che abbiamo fatto negli ultimi due anni l'abbiamo accusato soprattutto in questa pista dove c'è bisogno di velocità di percorrenza e grip. Non abbiamo più tanta connessione con il gas e in una pista come questa si subisce. Questa è una pista dove il grip non è al massimo, soprattutto con una gomma con questa specifica. C'è bisogno di tanto supporto dal dietro e purtroppo non avendocelo fai ancora più fatica. Dai dati sembra che gli altri piloti Ducati ne avessero di più ma anche per loro non fosse ideale".

Non ha raccolto quanto sperato Pedro Acosta, ma di certo non si è mai tirato indietro: "Alla fine la lotta con Marc non era una vera lotta, era un ti lascio andare, poi tu, poi un'altra volta... Abbiamo perso tanto tempo lì, la possibilità di fare P4 era più alta di ieri, ci è andata bene. Quando Ogura e Diggia sono arrivati dietro è stata difficile da gestire. Tutti e due in difficoltà? Sì, Marc non è uno che prende spazio per farti andare avanti, abbiamo perso tanto tempo. Potevamo fare un po' meglio per evitare che Diggia e Ogura arrivassero con noi, ma abbiamo fatto il massimo. La sfida con Ogura? Tutte le Aprilia lì sono andate forte tutto il weekend, abbiamo provato ad andargli vicino ma è stata dura. Difficile andare poi con lui, anche per la gomma dietro, ma ci abbiamo provato".