ALPINISMO

Appuntamento al Lecco Climbing Festival per gli ottant'anni dei Ragni della Grignetta

Festeggiamenti in grande stile dal 16 al 18 ottobre per l’anniversario dello storico sodalizio lecchese

di Stefano Gatti

“Quello dei Ragni è un maglione a volte pesante da portare, perché carico di tanta storia e tante aspettative. Ma è anche uno stimolo costante ad inseguire con tenacia i propri sogni e le proprie ambizioni, perché ti ricorda da dove vieni e dove puoi arrivare”.

Un filo rosso lungo ottant’anni lega la città di Lecco alle grandi pareti del pianeta. È il filo tessuto dai Ragni della Grignetta, il leggendario gruppo alpinistico nato nel 1946 dalle comuni intenzioni di un manipolo di giovani lecchesi appassionati di montagna. Da allora, i “Maglioni Rossi” hanno scritto pagine indimenticabili della storia dell’alpinismo mondiale: dalle Alpi alla Patagonia, passando per l’Himalaya e per le più belle e difficili montagne del mondo, mantenendo sempre un legame profondo con il territorio d’origine.

Per celebrare questo anniversario speciale, il Gruppo Ragni organizza la prima edizione del Lecco Climbing Festival, un evento aperto alla città e al pubblico che trasformerà per tre giorni - da venerdì 16 a domenica 18 ottobre - il centro storico, il lungolago e le piazze di Lecco in un grande palcoscenico verticale. Realizzata in collaborazione con il Gruppo Alpinistico Gamma e la Sezione CAI di Lecco, e con il sostegno del Comune di Lecco e del Club Alpino Italiano, l’iniziativa è un omaggio collettivo all’alpinismo italiano e internazionale, alle sue storie umane e alla cultura di montagna che ha reso la città di Lecco una delle capitali dell’alpinismo mondiale.

© CAI Club Alpino Italiano

L'attuale presidente dei Ragni, il valtellinese Matteo "Giga" De Zaiacomo

A presentarci la prima edizione del festival e il senso della manifestazione è l'attuale presidente dei Ragni: il trentatreenne valtellinese Matteo "Giga" De Zaiacomo.

"Lo scopo di questa prima edizione non è celebrare soltanto la nostra storia, ma creare un momento di incontro e condivisione con gli appassionati di alpinismo e con tutta la cittadinanza. Immagino questa manifestazione come una grande ragnatela, capace di unire generazioni ed esperienze diverse: dai bambini agli alpinisti più esperti, fino a chi frequenta meno la montagna. Abbiamo voluto trasformare il nostro ottantesimo anniversario in un’occasione di partecipazione collettiva, che coinvolga non soltanto la comunità alpinistica e dell’arrampicata lecchese, ma anche tutti coloro che condividono la passione per la montagna. Questo importante traguardo appartiene anche a Lecco, una città con cui abbiamo costruito un legame profondo nel corso degli anni. Vogliamo quindi condividere questo momento con le associazioni e le realtà del territorio, ma anche con i tanti amici e compagni di cordata, italiani e stranieri, con cui abbiamo vissuto esperienze e imprese alpinistiche in ogni parte del mondo. È da questo desiderio di ritrovarci e aprirci alla comunità che ha preso forma il Lecco Climbing Festival: tre giornate per valorizzare il patrimonio alpinistico locale e raccontare ciò che rende unico questo territorio. Portare la montagna in città, condividere storie, visioni e sfide del presente e del futuro, far conoscere la bellezza e la tradizione alpinistica di questi luoghi agli ospiti provenienti da ogni parte del mondo: è questo lo spirito di Lecco Climbing Festival".

© Archivio Ragni della Grignetta/ragnilecco.com

 Il maglione rosso con lo stemma del ragno a sette zampe e la doppia banda bianca, da ottant'anni inconfondibile simbolo dei Ragni della Grignetta 

Per chi conosce la storia dell’alpinismo, i Ragni di Lecco non hanno bisogno di troppe presentazioni. Il celebre maglione rosso con lo stemma del ragno a sette zampe e la doppia banda bianca sulle maniche è legato alle salite più difficili sulle montagne di tutto il mondo. Nei loro ottant’anni di vita i Ragni hanno firmato imprese entrate di diritto nella storia dell’alpinismo mondiale: dalla prima ascensione del Gasherbrum IV, nel Karakorum a quella dello sperone Sud del McKinley (Denali), in Alaska. Dall’impresa del 1974 lungo la parete Ovest del Cerro Torre alle altre realizzazioni dei Ragni sulle montagne della Patagonia, come il pilastro Est del Fritz Roy o lo spigolo del Cerro Murallon, in Patagonia.

© Archivio Ragni della Grignetta/ragnilecco.com

 I Ragni sulla vetta del Cerro Torre (Patagonia) dopo la prima salita della parete Ovest. Da sx: Pino Negri, Casimiro Ferrari, Mario Conti, la foto è stata scattata da Daniele Chiappa 

I successi e la longevità del sodalizio sono sicuramente frutto dello straordinario talento dei capicordata che, di decennio in decennio, hanno rappresentato l’elite dei Ragni. Nomi celeberrimi come quelli di Riccardo Cassin, Carlo Mauri e Casimiro Ferrari, ai quali oggi si affiancano quelli di una nuova generazione di alpinisti: Matteo Della Bordella, Luca Schiera, David Bacci, l’attuale presidente Matteo De Zaiacomo e il giovane Giacomo Mauri. Dei Ragni fanno parte anche alcuni tra i più forti atleti italiani del mondo dell’arrampicata sportiva e dell’agonismo: Beatrice Colli, Valentina Arnoldi, Iris Bielli, Stefano Carnati e Simone Tentori.

Al di là delle individualità e dei fuoriclasse però la vera forza dei Ragni è sempre stata quella del gruppo, il mai dimenticato senso di amicizia e solidarietà ereditato dalle loro origini popolari e operaie del soldalizio, che li ha sempre resi consapevoli della possibilità di raggiungere insieme obiettivi che da soli sarebbe persino impossibile concepire. 

© Archivio Ragni della Grignetta/ragnilecco.com

 Durante la salita di "Brothers in arms" la via aperta nel 2022 in stile alpino sulla parete Est del Cero Torre dai Ragni Matteo Della Bordella, Matteo De Zaiacomo e David Bacci