VERSO INTER-BRUGES

Chivu: "L'Inter deve ambire a raggiungere il sogno Champions. Non ci sono soldi per comprarlo"

Il tecnico nerazzurro alla vigilia della sfida contro il Bruges: "Il turnover? Abbiamo bisogno di tutti"

"Siamo consapevoli del fatto che dobbiamo giocare sette partite e ottenere il massimo per qualificarci. Il Bruges è una squadra che ha un'identità, è propositiva in entrambe le fasi, non sarà facile. In champions nessuna gara è facile". Cristian Chivu presenta così la sfida che attende l'Inter nella seconda uscita in Champions League. "Il turnover? Nelle partite che affrontiamo abbiamo bisogno di energia e determinazione, in base a quello si sceglie - ha detto a Sky Sport - Abbiamo una rosa importante, che mette a disposizione del gruppo i valori individuali. Calhanoglu? Il suo valore nessuno lo deve mai mettere in discussione, si vedrà che il tipo di gestione che useremo. Abbiamo bisogno di tutti, si gioca ogni tre giorni. Non metteremo a rischio l'integrità fisica dei giocatori. Champions come sogno o occasione? Tutti dovremo fare attenzione a questa domanda. Se si risponde con sogno si mette come titolo obiettivo e non è la stessa risposta. Giusto che l'Inter abbia l'ambizione di arrivare fino a dove può, sognando che si può arrivare lontano". Chivu in conferenza:

È cambiata la percezione sulla forza dell'Inter in Champions?
"Quando si tratta di sogno non è detto che si possa raggiungere ma deve trasformarsi in responsabilità per avere un'opportunità di raggiungerlo. Lo status della società ti costringe ad ambire a grandi obiettivi. Non si può prescindere dalla fatica, non esiste una ricetta e non ci sono soldi che ti possano far comprare un trofeo così importante. L'unica certezza è che devi lavorare, questo è la cosa più importante".

Come sta Calhanoglu?
"Qualche cambio si farà. Calhanoglu sta bene. Ero rimasto stupito della domanda post Parma, per me con il Parma è uscito sano. Precauzionalmente ha messo il ghiaccio, è a disposizione".

Spence a che punto è? Come ha ritrovato Bastoni?
"Spence ha una settimana in più di allenamento più 25' contro il Parma e la rifinitura. Sta crescendo di condizione. Mi fa piacere che si stia facendo sciogliere la pressione e la rabbia, dopo che è arrivato qui non ha potuto partecipare all'inizio di stagione. Giocare 25' sabato gli ha aumentato autostima e fiducia e sono contento di averlo a disposizione. Bastoni? Non torno su quello che ha dovuto sopportare e vivere. Il suo valore è importante, la sua personalità è a nostra disposizione e a disposizione dell'Italia. Non doveva dimostrare niente a nessuno, è sempre stato un giocatore di un certo valore. Bisogna prendersi un po' cura dei nostri giocatori e di quelli che rappresentano l'Italia. Ale è un patrimonio importante dell'Inter e dell'Italia".

L'Inter in cosa deve migliorare?
"Niente è scontato, abbiamo raggiunto una mentalità che ci porta a entrare in campo con tanta responsabilità, con l'atteggiamento giusto e con l'idea di essere dominanti. Abbiamo margini di miglioramento per idee e ambizione, le cose si possono fare meglio. Parlo di un gruppo di giocatori di valore assoluto. La competizione nella squadra alza il livello".

Queste 4 gare non permettono distrazioni...
"Noi prendiamo partita per partita, non ci permettiamo di guardare troppo in avanti. La partita più importante è quella di domani contro una squadra propositiva in entrambe le fasi. Non sarà semplice come in tutte le partite di Champions".

Che effetto fa ritrovare Sommer?
"È quello che ha fatto nell'Inter, la serietà, il rispetto e la professionalità nei confronti del club e dei tifosi. Bisogna ringraziarlo per questi tre anni meravigliosi. Bisogna ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per noi".

Pensi che in Europa possa servire un atteggiamento diverso o la strada italiana è giusta?
"Noi partiamo nell'avere la nostra identità, poi c'è l'avversario che ti porta a fare determinate scelte. A Madrid abbiamo quasi dominato, poi abbiamo preso gol. Io voglio trasmettere coraggio e fiducia, con l'obiettivo di avere sempre un livello alto. Noi raccogliamo quello che ci meritiamo. A volte si fanno degli errori, a volte non riesci a fare la partita, ma se dobbiamo perdere dobbiamo scegliere noi come perdere".

Le forze fresche saranno determinanti in Champions?
"A me non piace parlare di titolari, prime linee e seconde linee. A me piace parlare di gruppo, che si sceglie in base all'energia, al lavoro, all'avversario, all'aspetto mentale. Io parlo di gruppo competitivo, non parlo mai di prime linee, parlo di giocatori che alzano il livello del compagno. Sottolineo l'importanza dei 5 cambi, con Monza l'abbiamo cambiata con i cambi, con il Napoli anche".