Al Salone di Parigi l'offensiva cinese cala una delle sue carte più pericolose per i costruttori tradizionali europei. La Geely E2 si presenta sul palcoscenico transalpino pronta all'esordio sul mercato italiano, posizionandosi esattamente nel cuore del segmento B con un mix di concretezza urbana, contenuti tecnici insospettabili e un cartellino del prezzo che parte da 20.900 euro.
Dna italo-cinese e meccanica raffinata
Sviluppata sulla piattaforma nativa GEA, la E2 è il frutto della sinergia tra i centri stile Geely in Cina e in Italia. In 4,13 metri di lunghezza racchiude proporzioni pensate per la massima agilità urbana: il diametro di sterzata si ferma a soli 9,9 metri, ideale per divincolarsi nei parcheggi più complessi. A fare la differenza rispetto alle dirette concorrenti è però la scheda tecnica di base: trazione posteriore per tutte le versioni e sospensioni indipendenti multilink al retrotreno, una raffinatezza meccanica decisamente rara in questo segmento.
Powertrain e listino al millimetro
L'offerta d'accesso E2 Pro (20.900 euro) adotta un motore da 82 CV abbinato a una batteria da 35,35 kWh per 252 km di autonomia WLTP, con ricarica DC fino a 60 kW. Per chi cerca più raggio d'azione, le versioni Max e Ultra alzano l'asticella a 116 CV con accumulatore da 47,14 kWh, garantendo fino a 345 km di percorrenza e ricarica a 80 kW (30-80% in 25 minuti). Con una scaletta di prezzo lineare che prevede uno scarto di 2.000 euro tra i vari allestimenti, la E2 dimostra come Pechino intenda aggredire la mobilità elettrica d'ingresso.
Salone di Parigi
Geely fa "saltare il banco"? Ecco la compatta da 20 mila euro
Trazione posteriore, sospensioni multilink e listino d'attacco aggressivo: la E2 sbarca in Italia con le carte giuste per democratizzare la spina nei centri urbani
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