
L'Inter e Lautaro vogliono sbloccarsi in Champions League: il Club Brugge è il crash test
Questa sera, a San Siro, l'Inter deve trovare i primi tre punti per non perdere di vista il G8. Contestualmente, i nerazzurri vogliono mettere da parte precedenti europei ingombranti

Consapevolezza. È un concetto che viene toccato più volte nella comunicazione di Cristian Chivu. E che riassume al meglio la mentalità dell'Inter in questa stagione. La sosta ha riconsegnato una squadra più sicura, meno distratta e in grado di controllare il vantaggio senza particolari patemi. Il match contro il Parma ha dato questo responso. Ora è il momento di salire di qualche gradino in termini di difficoltà. L'avversario è il Club Brugge. Un incrocio più probante per i nerazzurri (di Milano), chiamati a riprendere la marcia dopo il ko di misura inflitto dal Real Madrid.
Tra le mura centenarie di San Siro, onorato con una coreografia della Curva Nord sabato sera, torna a riecheggiare l'inno della Champions League. Una musica che, negli ultimi dodici mesi, non ha portato bene alla ciurma di Chivu. Tra le mura amiche Lautaro e soci non festeggiano da quasi un anno, esattamente 342 giorni. Era la quarta partita della fase campionato e gli allora vicecampioni d'Europa ospitavano i kazaki del Kairat Almaty. Un incontro pienamente alla portata, all'apparenza. E invece un'Inter supponente faticò superando la cenerentola della Champions 25/26 "solamente" per 2-1.
Servì un mancino potente di Carlos Augusto a riportare in avanti i nerazzurri dopo il pari firmato Arad. Lo 0-0 resisté per quasi un tempo, quando al 45' Lautaro Martinez aprì rabbiosamente il contenzioso. Quell'urlo famelico sull'obiettivo di una videocamera è anche l'ultima gioia continentale del Toro, che con quella rete eguagliò Hernán Crespo al terzo posto tra gli argentini più prolifici nella storia del torneo. Da allora, il conto è ancora fermo a 25.
Come per il suo capitano, il successo contro il Kairat è l'ultimo sussulto in Champions dell'Inter. Quella vittoria sancì il quattro su quattro nella League Phase. Seguirono due cadute inglesi (Liverpool prima e Arsenal poi), decisive per la mancata qualificazione diretta agli ottavi. E i playoff, quelli se li ricordano tutti. L'1-2 a opera del Bodo Glimt eliminò Chivu. Un nome, quello della squadra norvegese, che è ancora un fardello nella storia recente dei campioni d'Italia.
Alzare l'asticella rispetto all'anno scorso è l'imperativo al quartier generale di Appiano Gentile. Battere i belgi difesi in porta dall'ex Sommer è il primo passo per mettere un mattoncino verso il G8. E provare, partita dopo partita (come vuole il tecnico romeno), a inseguire quel sogno. Per regalare al tempio del calcio milanese le ultime, indimenticabili notti di Champions.