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Roma, Gasperini: "Mourinho merita gratitudine. La Conference? Più importante qualificazione Champions"

Il tecnico dei giallorossi ha presentato la sfida di domani sera contro il Real Madrid che segnerà anche il ritorno di Mou all'Olimpico

La Roma si prepara a tornare vivere una notte di Champions League all'Olimpico dopo otto lunghi anni d'attesa. A rendere ancora più speciale questa serata, l'avversario: il Real Madrid, uno dei club con il pedigree europeo più prestigioso. Sulla panchina degli spagnoli ci sarà una vecchia conoscenza giallorossa: Jose Mourinho. Lo Special One torna nella Capitale per la prima volta da avversario dopo la sua parentesi da allenatore della Roma. Gian Piero Gasperini ha parlato così della prestigiosa sfida che domani attende i suoi 

Cosa serve per diventare grandi come il Real?
Difficile avere come riferimento il Real Madrid per quello che rappresenta nel mondo: sono il club più titolato che ha più tifosi nel pianeta. Non devono essere loro il nostro riferimento. Ma domani ci misureremo con loro. Abbiamo giocato recentemente con Inter e Como che sono tre le migliori in Italia, ora ci tocca il Real per vedere a che livello siamo

Sul ritorno di Mourinho: che accoglienza ci sarà all'Olimpico?
Giusto che ci sia un tributo. Nei confronti di Mourinho c'è stato un amore importante da parte dei tifosi e quindi merita il riconoscimento che la gente gli tributerà. Sono cose che ognuno sente, poi però inizia la partita. E quando la partita inizia i sentimenti vengono messi da parte. i nostri tifosi tiferanno per la Romaù

Sulle differenze con la Roma di Mourinho
Sono squadre diverse. Ogni sqaudra ha le sue caratteristiche. Quyella era una Roma nuova, con una nuova proprietà e grandi investimenti ed entusiasmo. La mia è molto tosta e convinta. C'è un ambiente fantastico nel nostro gruppo. Poi ha ottenuto la Champions: un risultato più importante della vittoria di una coppa perché permette di fare investimenti".

Cosa rende speciali le sqaudre di Mourinho e cosa prenderebbe per la sua Roma?
Dipende. C’era un’Inter di Mourinho molto forte, altre volte l’ho incontrato con l’Atalanta quando lui era a Roma. Parlano i suoi risultati, prenderei l’empatia e la capacità di farsi comprare giocatori straordinari a cifre esorbitanti ed è fantastico.

Chiederà Endrick a fine partita?
Non credo. Adesso non stiamo pensando al mercato di gennaio. Abbiamo appena iniziato un percorso di partite. Quella di domani la vivremo come un evento che manca da tanti anni. 

Anche con queste squadre si difende a uomo a tutto campo? O ci si adatta?
Nel secondo tempo di Como abbiamo dovuto cambiare atteggiamento. Però noi portiamo le nostre caratteristiche contro tutti, non ci snaturiamo. Conosciamo le loro qualità: gli basta pochissimo per creare situazioni pericolose e farti male. Sono una grande squadra con grandi giocatori: noi però non dovremo snaturarci. 

Si può sperare un percorso in stile Atalanta con la Roma in Champions?
Il mio obiettivo e la mia speranza è fare anche meglio di quello che abbiamo fatto a Bergamo. L'Atalanta arrivava da una posizione più bassa di quella con cui sono partito con la Roma. Non abbiamo vinto in Champions, ma ci siamo qualificati 5 anni su 7, eabbiamo portato a casa un'Europa League, competizione molto difficile. La Champions a una italiana manca dall'Inter nel 2010, poi è stata l'Atalanta a riportare un trofeo europeo. Per questo ora non possiamo fare proclami, il nostro calcio non si può permettere di vincere la Champions, ognuno deve far crescere il proprio orticello. Il percorso è lungo.