
Nuovo San Siro, scontro a Palazzo Marino sui 40 milioni promessi al quartiere
Il futuro del Meazza continua a dividere

Il nuovo San Siro non smette di far discutere: il progetto per lo stadio di Milan e Inter accende un nuovo fronte di scontro politico a Palazzo Marino. A pochi giorni dalla decisione del Tar Lombardia di respingere i ricorsi sulla vendita dell'impianto, la polemica si è riaccesa attorno alla destinazione di 40 milioni di euro, inizialmente pensati per il rilancio urbanistico del quartiere di San Siro. Stando ad alcune analisi tecniche emerse dal Rapporto ambientale depositato per la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), tali fondi sarebbero stati dirottati per coprire i costi delle opere infrastrutturali, legati al funzionamento dell'impianto e dell'area commerciale: "extra oneri assorbiti dalle opere infrastrutturali che hanno un costo superiore rispetto ai contributi concessori e dalla sistemazione a verde delle aree in cessione previste dal contratto e dalla convenzione quadro".
La questione ha dato il via allo scontro a Palazzo Marino: per Marco Bestetti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, il rischio concreto è che vengano a mancare le risorse destinate al quartiere. Un'interpretazione contestata dalla vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, la quale sostiene che fondi a disposizione per la riqualificazione della zona ammonterebbero addirittura da 73 milioni di euro, derivati dalla vendita del Meazza.
Nonostante la rassicurazione della giunta, il clima resta teso. L'opposizione, riprendendo due ordini del giorno approvati dalla maggioranza negli anni passati, ha fatto luce sulla vicenda e ha evidenziato come i fondi previsti per la riqualificazione fossero slegati dai ricavi della vendita di San Siro. "Scavuzzo fa il gioco delle tre carte e imbroglia i numeri. Erano previsti almeno 40 milioni di euro che Milan e Inter avrebbero dovuto destinare ai quartieri limitrofi, che si dovevano sommare al corrispettivo stabilito per la vendita dello stadio e delle aree circostanti, una parte del quale andava destinato al quartiere San Siro. Erano due condizioni diverse, distinte e cumulabili", ha commentato Bestetti.