Se non è furto di copyright all'Inter, quella che si è vista ieri sera negli otto minuti finali più recupero è stata una "pazza Roma". Bella e dominante per 81 minuti. Con Soulé e Wesley straripanti sulla fascia destra, il solito Malen giustiziere di destro e di sinistro, un Dybala dedito più al sacrificio che alle luci della ribalta e una difesa solida con Ndicka in mezzo e ai suoi lati Mancini ed Hermoso. E un Gollini sicuro tra i pali. Dall'altra parte c'erano i Galattici: Mbappé, Bellingham, Valverde, Vinicius. Praticamente innocui (a parte il numero 10).
Anche dopo il 3-1, per almeno 25 minuti, la squadra di Gasperini è rimasta in piena gestione. Poche sofferenze e anzi un paio di azioni pericolose gettate al vento da Mora e Pellegrini. Quasi quasi dall'Olimpico stavano per partire quegli "olè" che spesso portano una sfiga pazzesca. Ma non c'è stato il tempo neppure di pensarli. Perché negli otto minuti più recupero sono arrivati quei tre fatali calci d'angolo (due diretti e uno indiretto, il primo) che hanno ribaltato situazione e risultato. Colpevoli? Tanti. Tutti i difensori, ovviamente. E il portiere. Gollini ha smesso di parare: prima la brutta corta respinta sul colpo di testa di Endrick che ha portato al tap-in di Espì. Poi le due zuccate vincenti: la prima sempre del piccolo numero 9 brasiliano (alto 171 centimetri) con marchiano errore soprattutto di Koulierakis quindi il poker servito nell'area piccola dall'ex Rudiger con Gollini piantato sulla riga di porta. Certo Gasperini ha le sue attenuanti: prima di tutto l'assenza di Svilar, che starà fuori ancora un paio di settimane.
Poi quella di Cristante, che fa della fisicità un plus. Ma certo l'allenatore di Grugliasco qualche colpa ce l'ha pure lui. Il Gasp cambia sempre uno-due centrali di difesa in corso d'opera. Spesso gli è andata bene... Questa volta ha tradito Balerdi (accostato a Samuel e addirittura a Baresi dopo le sue prime entusiasmanti gare in giallorosso) e il greco Koulierakis non si è dimostrato all'altezza di serate di gala come questa. E se ai cambi deficitari di Gasperini si contrappongono quelli vincenti di Mourinho (fuori l'imbarazzante Vinicius e dentro Endrick, quindi Espì per Diomande) ecco spiegato il ribaltone. Quel 3-1 diventato 3-4 che fa male alla Roma e a tutto il calcio italiano.