
Inter, dov'è finito Manuel Akanji? Lo svizzero non è più quello dell'anno scorso
La retroguardia dell'Inter sbanda e Manuel Akanji non è da meno: cosa sta succedendo all'ex City

E se fosse il cambio di acconciatura a incidere negativamente nel rendimento di Manuel Akanji? Ovviameente è una battuta ma, da quando ha depennato le treccine, lo svizzero è lontano parente del centrale sicuro su cui l'Inter ha costruito parte delle sue fortune nella passata stagione.
Un aspetto insolito per il difensore elvetico. Lui, che aveva fatto della costanza il suo manifesto. Se negli anni scorsi Bisseck si era concesso qualche amnesia e Bastoni aveva imbeccato una spirale negativa nel 2026, Akanji non si era mai scomposto. Sbavature tendenti allo zero, perfetto nei duelli uno contro uno. Così in viale della Liberazione, sicuri dell'affidabilità del numero 25, hanno salutato Acerbi e De Vrij a scadenza di contratto.
Ma dov'è finito quel centrale roccioso, impenetrabile e all'occorrenza capace di correre all'indietro per bilanciare il baricentro alto dei suoi? Manuel, in questo inizio stagione, ha il fianco scoperto. Letteralmente, se si ripensa al primo dei 14 gol subiti dai campioni d'Italia. Inter-Monza, parziale di 1-0. Il brianzolo Mout serve in verticale Varela, che approfitta dello spazio laterale lasciato libero da Akanji e infila Martinez. Difficoltà anche nel gioco aereo evidenziate nel 5-3 contro l'Udinese. I friulani aprono la sfida con Abankwah, che vince il duello fisico con il 31enne difensore e svetta indisturbato.
In questo avvio, lo svizzero appare diverso. Che siano gli impegni fitti con la Nazionale, prima con le scorie post Mondiale e poi con i fitti impegni di Nations League, ad aver inciso fisicamente e mentalmente? Certo, avere a fiianco colleghi che traballano alla prima folata di vento non aiuta. Ma Manuel non è obiettivamente più lo stesso. Ultima giornata nera, quella con il Bruges. Sconfitto senza storia nel duello con Tresoldi e anche con il suo sostituto, Vermant. Akanji passeggia nello sviluppo dell'1-3 e non riesce a rincorrere l'attaccante belga nel 2-4 che suggella l'esito finale.
E pensare che il difensore era stato preservato nel 3-0 di sabato scorso contro il Parma. Un riposo da cui non ha decisamente tratto beneficio. Non si può anche dare la colpa all'accentramento di posizione, là dietro. È vero, nel girone d'andata dell'annata scorsa era il centrodestra la zona di competenza di Akanji. Anche nella zona centrale, tuttavia, si era comportato diligentemente. Almeno fino a maggio 2026. Troppe responsabilità nel collocarsi in zolle così nevralgiche? A Chivu il compito di scoprire la risposta.
Intanto, AAA cercasi l'uomo che, probabilmente, era stato il miglior centrale della Serie A 25/26. Magari coadiuvato dagli altri mattoncini (Bisseck, Bastoni e gli altri) di un muro chiamato a non sgretolarsi più.