
Nico Paz, dati a confronto: goleador nell'autunno 2025, quasi a secco quest'anno
Il Como deve fare i conti la poca incisività della sua stella che sta faticando in questo inizio stagione

Il primo ko europeo del Como è scaturito da scelte iniziali errate da Cesc Fabregas. È stato lo stesso allenatore catalano, nel post partita, ad ammetterlo. Ma ciò non deve tradursi in una condanna all'allenatore. Non senza concorso di colpe, almeno. Gli errori individuali risaltano nel 3-2 a opera del Feyenoord, in primis in difesa. Ma anche là davanti, l'uscita prematura di Diao ha ridotto pesantemente le potenzialità offensive dei lariani. Paradossalmente, verrebbe da aggiungere. Perché le carte nel mazzo di Fabregas sono sempre molteplici. Eppure, alcune spuntate, almeno ieri. Persino per chi dovrebbe essere trascinatore e, in prospettiva, erede della 10 di Leo Messi in Argentina.
L'esperimento di Nico Paz falso nove, questa volta, non ha fruttato come ci si augurava. In realtà, l'argentino ha giocato più da rifinitore, tendente a svuotare l'area più che riempirla per lasciare spazio a Kaiki. Ma l'assenza di Douvikas, nella prima frazione, si è sentita ampiamente. Il classe 2004 ha annaspato nella "Vasca" di Rotterdam. Non in quanto a partecipazione alle azioni, ma a livello di incisività. Il trequartista ha imbeccato i compagni con due passaggi chiave e concluso tre volte, ma mai verso lo specchio. E l'avvio di stagione racconta di un Paz molto meno letale rispetto al suo trascorso.
Un anno fa, di questi giorni, il ragazzo nato in Spagna inchiodava la Juventus con un sinistro a giro spettacolare. Lo stesso mancino fatato che aveva decretato una sorta di passaggio di testimone nel giorno d'addio al calcio di Messi in Argentina-Benin. Il 2-0 contro i bianconeri è datato 19 ottobre 2025. In quei primi due mesi stagionali Nico, dati alla mano, aveva inciso in ognuna delle otto gare disputate. Quattro reti e quattro assist. Cifre che non si sposano bene con quelle registrate dallo scorso agosto. L'impronta del canterano del Real Madrid è comunque presente in una partenza a singhiozzo del Como.
Tuttavia, quella di Genova a inizio settembre è l'unica gioia per Paz, protagonista anche con tre passaggi decisivi. Non male, ma da un predestinato come lui ci si aspetta sempre di più. Leo stesso confida molto nel 22enne per ispirare con fantasia la Nazionale albiceleste orfana del suo eletto. Un endorsement cui non si può che rispondere presente. Nico deve ingranare almeno una marcia in più. Anche perché, alle sue spalle, c'è un Liberali che attende fremente la sua chance.
L'azzurrino, comprato in estate come alternativa al trequartista argentino, ha disputato solamente 36 minuti tra campionato e Champions. Ma sempre lasciando qualche indicazione, con dinamismo e qualità. Le gerarchie, sulle rive del lago, rimangono solide. Ma, cogliendo anche le opportunità che apre l'infortunio di Diao, non si escludono sorprese.