
Woltemade e Kolo ribaltano il Celta. I due attaccanti devono giocare insieme, Spalletti studia la chiave
La coppia Kolo Muani-Woltemade funziona. E Luciano Spalletti non può più ignorare l'intesa tra i due giganti dell'attacco. Come possono convivere le punte bianconere

Chissà cosa passerà ora per la mente di Luciano Spalletti. Di certo, sulle sponde dell'Atlantico, un allenatore navigato come lui avrà colto una luce che arriva dal "faro" dell'Estadio Balaidos di Vigo. A fare da guardiani c'erano i due giganti dell'attacco bianconero, Nick Woltemade e Randal Kolo Muani. Guardiani sì, ma soprattutto salva-Juventus nella trasferta in Galizia. Due gol, uno ciascuno, da attaccanti di razza.
Il primo, firmato dal tedesco, a dissipare 58 minuti bui, capitalizzando uno stop di petto a dir poco fuori luogo di Marcos Alonso, assistman involontario. Il secondo, decisivo, ricorda l'1-1 di Cagliari. L'ex PSG colpisce di testa nell'area piccola e regala tre punti d'oro alla Signora. Tabellino a parte, la partnership tra le due punte può essere presto suggellata dalla titolarità in simultanea. La prima, eventualmente, dell'anno. Fino a ora, è stata sempre staffetta tra Kolo e Woltemade. Il biondo di Brema a inseguire il francese nelle gerarchie, salvo qualche spezzone insieme.
Ma è ormai palese come entrambi diano il meglio di sé solo se insieme. Non per questioni di "simpatia", chiaramente. È un fatto di caratteristiche. Gli attributi dell'uno bilanciano quelli dell'altro. Randal partendo da sinistra per sgasare e accentrarsi, Nick nel ruolo di nove e mezzo a riempire o svuotare l'area sfruttando la sua fisicità e le sue qualità tecniche.
I moduli prediletti dal tecnico di Certaldo non precludono questa convivenza. Sia nel 4-2-3-1 che nel 3-4-2-1, l'ex Newcastle agirebbe da centravanti. Kolo Muani, invece, da ala sinistra con tre trequartisti, da sottopunta a due. Ciò che probabilmente frena Spalletti è la mancanza di 9 alternativi. Milik, ancora ai box, non dà garanzie fisiche. La buona notizia è l'imminente rientro di Ekhator, che può concedere rotazione lì davanti. Qualora l'allenatore decidesse di schierarli (finalmente) insieme, bisognerebbe pazientare una decina di giorni per avere un ricambio. Il talentino ex Genoa, appunto.
Nell'attesa, magari, di intervenire sul mercato, Spalletti potrebbe inventarsi qualcosa con i tanti trequartisti a disposizione nel mazzo. Perché no, tornando a schierare una sola punta. Ma solo a gara in corso. Questa Juve, mancante negli approcci alle ultime partite, ha bisogno fin da subito del doppio asso per sprigionare tutto il suo potenziale offensivo. E immettere nel sistema quella particella mancante: la concretezza sotto porta.