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Gasperini fa il punto sull'infermeria: "Ecco come stanno Konè, Cristante e Dybala"

Il tecnico giallorosso prima della sfida con il Genoa: "Dal confronto con le big usciamo rafforzati"

Dimenticare una caduta che, per dieci minuti o poco più, poteva rivelarsi un trionfo leggendario contro i galacticos. La Roma torna sul luogo del delitto "mourinhano", l' Olimpico saccheggiato dal Real Madrid in Champions League, per ospitare il Genoa di un altro caro amico, Daniele De Rossi. Sabato sera Mancini e compagni devono riprendere il cammino dopo tre partite consecutive senza tre punti. Un triduo in cui i giallorossi hanno mostrato la loro caratura, ma raccogliendo poco. Oltretutto, contro il Grifone Gasperini sarà senza lo squalificato Malen e gli acciaccati Koné e Dybala. 

Il tecnico di Grugliasco ha iniziato facendo il punto sui due big finiti ko: "Koné ha fatto risonanza: lesione di primo grado, non troppo significativa, ma ci vuole il tempo che ci vorrà. Speriamo di recuperarlo per il Sassuolo. Dybala, nulla di particolare: è un affaticamento sul gemello del polpaccio, speriamo di recuperarlo per la prossima settimana".

Due pedine fondamentali mancanti nella batteria d'attacco: è il momento di Pellegrini e Castro: "Sicuramente, vista l'emergenza, Pellegrini può giocare più indietro. Speriamo di recuperare Cristante per il Napoli o per la partita successiva. Castro è un giocatore di valore, ha già fatto bene nel nostro campionato e domani è una bella opportunità per lui".

E ancora: "Abbiamo capito il nostro valore però senza parlare di scudetto o di traguardi, sennò diventa complicato. Questa squadra ha del valore, lo sta dimostrando da mesi. I risultati fatti non sono casuali."

"Abbiamo affrontato Inter, Como e Real" - continua Gasp - "abbiamo dimostrato valore in tutte le partite anche contro avversari importanti. Poi si possono creare condizioni o defezioni. Noi usciamo da queste tre partite rafforzati nell'idea che se non succedono cose particolari ce la giochiamo con loro."

C'è stato un momento di svolta durante Roma-Real: "L'altra sera il contraccolpo psicologico c'è stato sul 3-2. Dobbiamo lavorare su questo e rimediare assolutamente. Questa squadra non si deve sentire la necessità di dover necessariamente vincere la Champions, lo scudetto o chissà cosa. Questa squadra si deve esprimere, se capita che prendi gol non puoi avere un calo morale." Ma non tutto è da buttare per l'allenatore: "Quel che conta a parer mio è sempre la prestazione. Poi lo sappiamo che nei minuti finali si decidono le partite, ma noi le abbiamo deciso con il Parma, con l'Atalanta."

Un contraccolpo psicologico che, però, si è ripresentato: "Probabilmente lo abbiamo subito con Inter, Juve e Real Madrid. Non si tratta solo di calo fisico, c'è anche della forza con la quale noi possiamo rimediare in quei momenti. E con una reazione forte che forse l'altra sera a un certo punto è venuta a mancare. Per fortuna giochiamo domani, anche con diverse defezioni. Giochiamo con una squadra che non ha i campioni che abbiamo affrontato l'altra sera, ma un'organizzazione e la capacità di occupare gli spazi superiore."

Il tour de force proseguirà con numerose defezioni: "Indipendentemente da chi gioca, abbiamo bisogno di una rosa forte e dei calciatori che si sentono forti quando vengono impiegati. Le sostituzioni sono necessarie, perché abbiamo giocato domenica a Como in 10. Ci sta che qualcuno possa accusare la stanchezza. Noi anche dobbiamo allargare necessarimente la rosa, quindi qualcuno che giocherà domani come Castro, come Mora, che giocheranno sicuramente, hanno bisogno di acquisire fiducia."

"Per noi domani è la terza partita in sette giorni" - prosegue - "e martedì sarà la quarta in dieci giorni. Il calcio è cambiato, o ci adeguiamo o subiamo. Alziamo il livello di tutti, anche di questi giovani che domani dovranno portarci alla vittoria con il Genoa, ma non sarà una partita facile. La cosa che mi preoccupa è che abbiamo davvero pochi cambi, in qualche reparto potrebbe esordire qualche Primavera".

Tra i problemi ravvisati in questa Roma ci sono, come detto, alcuni momenti di blackout. I tre gol da corner ne sono una riprova. Ma Gasperini non si trova d'accordo: "Non sono blackout, c'è anche un avversario che ha dei giocatori in grado di entrare in campo. L'altra sera la svolta l'ha data Endrick. Con un paio di spunti e due colpi di testa. Poi ognuno la interpreta come vuole. Ci ha messo in difficoltà Gatti centravanti, che è entrato e ha fatto gol in mischia. Quando si arriva nei finali, molte di queste squadre risolvono le gare in questo modo. E' una realtà di fatto. Noi riusciamo a farlo contro certe squadre e abbiamo subito contro altre, prendiamo atto e cercheremo in futuro di porre correttivi".

Un gap che si può colmare solo con il lavoro: "Certo, dobbiamo farlo. Però tre gol su calcio d'angolo in fila così... avevo già visto tre rigori sbagliati di fila l'anno scorso e pensavo fosse già un bel record. L'altra sera ci siamo superati".

Un messaggio rivolto anche alla società, invitandola a intervenire sul mercato: "Oggi non possiamo fare niente. Quando lo dico ad agosto, corro il rischio che qualcuno dice che mi lamento. Oggi per chi fa le coppe la rosa non può essere più di qualche anno fa, numericamente. Non giocheremo mai in 10, andiamo a prenderli dal settore giovanile. Chi fa le coppe, per il calendario che c'è, deve giocare una quantità di partite tale che è necessario".

L'identità di gioco gasperiniana non si rispecchia nella marcatura sui corner, in questo caso a zona: "A uomo a tutto campo è un'etichetta che ormai... ma difendono nella propria zona, Molina non va da Wesley e viceversa. E' una difesa che è sempre stata efficace, non è mai successo quello che è accaduto l'altra sera. Abbiamo vinto anche delle partite l'anno scorso. Sul gol del 3-2 è una mancanza di organizzazione, sugli altri due gol è calata l'attenzione".

Le rimonte recenti rischiano di derivare anche dalle energie svuotate da un gioco bello, ma estenuante. Questa l'analisi di Gasperini: "Per me è un 'falso problema', soprattutto con i 5 cambi. Oggi il calcio è questo. Devi giocare 90 minuti. Ci sono state delle partite che abbiamo ribaltato, altre in cui siamo stati ribaltati. Nell'ultimo quarto d'ora, quando c'è equilibrio, pesano molto i cambi e alcune situazioni. Però non c'è un problema, se non il fatto che magari giochiamo tante partite e può succedere che qualcuno abbiamo un po' di calo. Che le partite debbano durare 90' è innegabile, quella con il Real è un'anomalia. Tre gol da palla inattiva, poi ognuno è libero di pensarla come vuole".

Senza Dybala, è il momento di Soulè e Rodrigo Mora: "Due ragazzi giovanissimi, in crescita. Stanno giocando sempre di più. Soulé ha 23 anni, non è un giocatore definito. Però è un giocatore di valore, non c'è un problema su questi ragazzi".

Per evitare ricadute, bisogna dosare anche l'impiego di calciatori spremuti: "De Roon ne ha giocate molte di più in dieci giorni, nonostante non sia più giovanissimo è un atleta sano e non ha mai avuto questo tipo di difficoltà. Questa nuova esperienza lo motiva fortemente, il gol dell'altra sera è anche un premio a questa scelta che ha fatto che non è stata facilissima. Calciatore di assoluta affidabilità. Pellegrini è diverso perché ha avuto un intervento chirurgico ed è stato fuori mesi, ha bisogno di giocare per recuperare forza, condizione. Però è sulla strada giusta".