L'amore per i motori, in Italia, è una questione seria. L'attività dei pionieri della meccanica e della velocità hanno svoltato la storia di intere città e comunità, il cui destino si è inevitabilmente intrecciato con quello dell'industria automobilistica. Da decenni (ma in alcuni casi raggiungiamo il secolo) intere generazioni sono orgogliose di questo patrimonio e per capirlo basta farsi un giro per strada.
© Foto da web
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Le rotonde
Il modo più semplice ed efficace per ringraziare realtà che danno lavoro a migliaia di persone, e che hanno definito l'identità di interi territori, è di realizzare un monumento. Trattandosi di automobili, il miglior luogo per farlo non può non essere la strada: nascono così le rotonde al cui centro è posta una scultura che richiama il logo, o il simbolo, delle aziende automotive. La più alta concentrazione, ovviamente, è nella terra dei motori, la Motor Valley italiana che ha esportato il savoir faire italiano nel mondo.
Loghi e sculture
A Maranello, la rotatoria d'accesso alla città è dominata da un'imponente riproduzione in acciaio del Cavallino Rampante. Simbolo ormai universale di Ferrari, l'azienda automobilistica, probabilmente, più conosciuta e ambita del mondo. Lì vicino, a Modena, in viale Ciro Menotti ha sede Maserati il cui logo del Tridente è riprodotto con una scultura che ne ricostruisce la sagoma. A Sant'Agata Bolognese, Lamborghini è di casa e il Comune ha pensato di rendergli omaggio con la riproduzione della sagoma di una supercar e un monumentale corno di toro.
Moto e persone
Non è solo una questione di simboli in sé. Sempre a Sant'Agata c'è una rotonda dedicata a Bob Wallace, storico collaudaotore di Lamborghini (e uno dei papà della miticia Miura). Benché si tenda a dimenticarlo, anche Milano ha una sua tradizione (o almeno, aveva) nel mondo dei motori. Qui è nata l'Alfa Romeo la cui ex fabbrica di Arese ospita oggi il Museo del marchio: la strada che lì conduce ha una rotonda con il logo al centro. Infine, i più nostalgici si ricordano di Lambretta e a Segrate un esemplare è incastonato al centro di una rotatoria. Un tributo all'epoca spensierata e felice della motorizzazione di massa.