Due round, 4 gare tra il sole di Andalusia e le luci del Qatar che squarciano la notte. Il Mondiale Superbike è sullo schouss finale con un discorso ancora aperto, chi sarà vicecampione, o meglio campione degli umani dietro l’inafferrabile Jonathan Rea che in Francia è entrato nella leggenda con il tris mondiale? Con 100 punti ancora in ballo, sono veramente pochi i 9 che Tom Sykes deve difendere dagli attacchi di Chaz Davies, uno dei pochi, forse l’unico insieme a Rea a potersi presentare da favorito per la vittoria su ogni pista.
Cadute e sfortuna hanno complicato quest’anno il cammino del gallese, stessa storia per l’altro uomo Kawasaki che ha mostrato un po’ di costanza in più senza avere però tanti colpi vincenti in canna. 2 vittorie per il 66, 7 per il 7 in rosso Ducati, che a Jerez nel 2016 ha dato paga a tutti nel l’intero week-end. Da non sottovalutare le chance di Marco Melandri, che sul circuito andaluso è sempre andato forte con doppietta nel 2014 e che, per ritenersi soddisfatto della sua stagione di ritorno, deve aggiungere alla serie di podi, finora 10, almeno un altro successo dopo quello di Misano. Da tenere d’occhio le due Yamaha di Van Der Mark e Lowes, se il podio di Magny Cours non è stato un caso lo si vedrà su una pista che piace a tutti e che è fatta apposta per lo show, al quale potrebbero aggiungersi anche le due Aprilia di Eugene Laverty e Lorenzo Savadori.
Tutto da seguire il rientro in Superbike del campione 2014 Sylvain Guintoli, che ha accettato la proposta di Manuel Puccetti di disputare gli ultimi due round stagionali. Ma l’idea che frulla in testa al team manager reggiano e al pilota francese è quella di andare avanti anche per il 2018.
Superbike: il ritorno di Guintoli
L'ex campione del mondo in sella alla Kawasaki di Puccetti a Jerez e Losail
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