Ogni volta che Gattuso inizia una nuova avventura in panchina, c’è qualcuno che scopre l’acqua calda: “Certo che Ringhio da allenatore è molto diverso da come era da giocatore”. Ormai dovrebbe essere un fatto assodato. Il problema è che spesso le sue squadre sono poi state sconquassate da situazioni societarie disastrate. Ha dovuto rinunciare a percentuali consistenti dei suoi ingaggi, ha sacrificato guadagni per pagare i propri collaboratori. Nel caso della Nazionale, è finito in un gorgo senza fondo, ha pagato in prima persona pur essendo l’ultimo dei responsabili. E a quelli che gli chiedono e si chiedono come mai trovi sempre una panchina, Rino risponde con i fatti. Con ottime prestazioni della sua squadra, come quella di Torino. Un 3-0 clamoroso e senza possibilità di replica, che porta la squadra biancoceleste al primo posto a pari merito con l’Inter, 6 vittorie e 1 pareggio.
Una Lazio con la personalità di quella attuale non si vedeva da diversi anni. È andata allo Stadium con l’obiettivo di fare la partita, di comandare il più possibile le operazioni. La Juventus ha dovuto accettare questo dato di fatto, è andata al riposo con un dato del possesso palla nettamente inferiore ai biancocelesti, non ha praticamente tirato in porta e spesso ha dovuto difendersi in maniera anche affannosa. Oltre al gol segnato di testa su azione di calcio d’angolo, Provstgaard è andato vicino al bis nella stessa maniera. Nuno Tavares, che quando parte in progressione è praticamente inarrestabile, ha colpito una traversa con un tiro addirittura di destro, sia pure deviato. Tagliati tutti i rifornimenti ad Alajbegovic, limitate le incursioni di McKennie e Nico Gonzalez.
Dopo le raffinatezze stilistiche del Sarri-bis, ai giocatori laziali non sembra vero di confrontarsi tutti i giorni con un allenatore che si sente uno di loro, che dice le cose come stanno anche quando una discussione di trasforma in una lite. Tutto serve per costruire una squadra, il positivo da valorizzare e il negativo da combattere. Questa è stata sempre una caratteristica di Gattuso, alla quale negli anni ha aggiunto anche tutte le nozioni apprese osservando il lavoro di colleghi importanti. Un mix ben riuscito tra lo spirito e lo studio.
Certo, per riuscire a mettere in pratica quello che vuole Gattuso, occorrono anche dei giocatori adeguati. Ringhio però non è un allenatore pretenzioso. Non ha mai chiesto né mai chiederà investimenti galattici. La Lazio ha portato a termine degli ottimi affari sul mercato della scorsa estate, ha preso delle occasioni che poi si sono rivelate d’oro. Sta valorizzando un difensore come Provstgaard, che sta crescendo a vista d’occhio, affida le sue incursioni a Frattesi e Taylor, bravissimi nella riaggressione anche quando la squadra perde palla. Sulla fascia ha Nuno Tavares che quando sta bene è un propulsore inarrestabile. Non ha i cambi sufficienti per ovviare a qualche assenza, forse, ma per ora è una delle realtà più belle di questo campionato.