A quindici anni dalla scomparsa, Marco Simoncelli è più vivo che mai nel cuore degli appassionati, secondo un simbolismo che - fatte le dovute proporzioni - lo accomuna ad Ayrton Senna, nonostante il "Sic" abbia perso la vita quando - già campione del mondo della classe 250 - si apprestava a cogliere i primi successi della sua carriera nella MotoGP. Sette giorni prima dell'incidente mortale di Sepang (ormai sul finire della sua seconda stagione nella premier class), Marco era salito per la seconda volta sul podio (la prima era stata il terzo posto di Brno poche settimane prima) nel Gran Premio d'Australia a Phillip Island: secondo posto al traguardo in sella alla Honda Gresini, infilandosi tra quelle HRC di Casey Stoner - all'epoca pressoché imbattibile tra le curve di casa - e quella del connazionale Andrea Dovizioso. Quell'exploit era sembrato a tutti una sorta di anteprima del definitivo salto di qualità tra i big del Motomondiale. Sarebbe andato tutto diversamente e soprattutto maledettamente storto una sola settimana più tardi in Malesia, dove i protagonisti attuali del Mondiale scenderanno in pista la prima domenica di novembre.
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Marco perde il controllo della Honda biancorossa contraddistinta dal numero 58 alla curva undici di Sepang, nel tratto misto che porta al rettilineo che precede quello dei box. Il destino vuole che Marco finisca a terra sulla traiettoria delle moto che lo seguono, venendo così investito dalla Yamaha dello statunitense Colin Edwards e da quella dell'amico Valentino Rossi, del quale Simoncelli era unanimemente avviato a diventare l'erede sia in termini di successo sportivo che sul piano umano. L'impatto non lasciò scampo a Marco che poco meno di tre mesi dopo avrebbe compiuto venticinque anni. La sua mancanza è ancora oggi così forte che lo ricordiamo nell'anniversario dell'incidente ma spesso anche il 20 gennaio: il giorno del suo compleanno. Due date che sono come altrettante soste ai box prima che la corsa riprenda, lanciata verso un traguardo che si sposta sempre più in là, tenendo vivo il ricordo di Marco e rinnovandolo anno dopo anno.
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