
NBA, la caccia ai Knicks è aperta: stasera rinizia lo show, in campo Pistons-Celtics
Per New York obiettivo back-to-back, LeBron James riparte da Philadelphia. Fari puntati sulla sfida tra gli Spurs di Wemby e i Thunder di Shai

Stasera riparte lo spettacolo dell'NBA. 30 squadre, un unico obiettivo: vincere l'anello. Nella notte italiana, LeBron sfida New York a domicilio (alle 1), Wemby affronta Shai (alle 3.30) nel rematch delle scorse Western Conference Finals. Si inizia alle 21 col big match tra Pistons e Celtics. C'è un nuovo duo a Boston, Jayson Tatum e Paul George, con Jaylen Brown volato a Philadelphia alla corte di Joel Embiid (insieme a James) proprio nello scambio che ha portato PG13 nella franchigia del Massachusetts. Detroit ha risolto la bega estiva Jalen Duren, soltanto qualche settimana fa, dopo quattro mesi di trattative. Contratto da circa 200 milioni di dollari per il centro statunitense che farà ancora coppia con la superstar Cade Cunnigham. Intanto, l'ex Tobias Harris ha firmato con San Antonio in estate, unendosi a un superteam che punta a ritornare sul tetto del mondo.
Gli Spurs sono a tutti gli effetti la squadra da battere, Knicks permettendo. Vice campioni NBA (sconfitti 4-1 alle Finals proprio dalla squadra della Grande Mela), gli speroni del Texas possiedono il core di giovani migliore della Lega: Castle-Harper-Wembanyama. Non è da meno OKC, che ha salutato Lu Dort, Isaiah Joe e Aaron Wiggins per allegerire il salary cap. Tuttavia, i Thunder possono contare sempre sul big three composto da SGA-Holmgren-Williams. Chi invece non si è indebolita è New York, campione NBA 52 anni dopo l'ultima volta. Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns sfidano nella bolgia del Madison Square Garden i nuovi 76ers di LBJ, approdato nella città dell'amore fraterno con un contratto da veterano al minino. Per Philadelphia sarà importante dosare le energie in vista dei playoff. Nel frattempo, l'attacco sarà affidato a Tyrese Maxey.
Los Angeles è rimasta orfana delle sue stelle. Con la partenza di LeBron, i Lakers hanno fatto all-in attorno a Luka Doncic. I Clippers sono stati condannati dall'NBA a pagare una multa di 30 milioni di dollari e rinunciare a tutte le loro prime scelte dal 2029 al 2033. Il motivo? Ballmer e dirigenza hanno organizzato uno schema di pagamenti e accordi commerciali paralleli (tramite sponsorizzazioni e società come Aspiration) orchestrati per eludere il tetto salariale e garantire compensi extra a Kawhi Leonard, scambiato poi a Toronto, dove aveva già vinto il titolo coi Raptors nel 2019 contro i Warriors. Golden State è rimasta pressoché immobile nel mercato dei free agents. Steph Curry ha rinnovato a vita, Draymond Green e Steve Kerr sono rimasti, ma il roster è troppo vecchio e acciaccato (vedi Jimmy Butler) per ambire a un'ultima run.
Rimanendo a Ovest, i Minnesota Timberwolves di Anthony Edwards si sono rafforzati grazie all'acquisizione via trade di LaMelo Ball e la firma di Jonathan Kuminga. Al contrario, i Denver Nuggets proseguono spediti verso un lento declino fisico, al netto della presenza del migliore giocatore del mondo, Nikola Jokic. Partono più indietro gli Houston Rockets di Kevin Durant, possibile partente alla trade deadline di febbraio in caso la situazione dovesse precipitare. A Est, tornano in carreggiata i nuovi Miami Heat di Giannis Antetokounmpo e gli Indiana Pacers si candidano a mina vagante col ritorno sul parquet di Tyrese Haliburton. I Cleveland Cavaliers puntano tutto (nuovamente) su Donavan Mitchell e James Harden.