L'ANALISI

Il Napoli che ha ritrovato le sue stelle ora ha due problemi: la fase difensiva e la tenuta atletica

Le prestazioni straordinarie di De Bruyne e McTominay hanno rischiato di non bastare per le gravi disattenzioni 

di Enzo Palladini

Una sera, Kevin De Bruyne decise di far vedere al pubblico di Napoli quali fossero le sue straordinarie doti tecniche, affinate in anni di trionfi in giro per l'Europa. Si mise al centro del campo, dove sembrava che non volesse giocare, dispensando giocate geniali e visionarie per quasi un'ora di gioco. Il vero De Bruyne nella manifestazione che negli anni ha rappresentato il suo habitat naturale. E in questo caso si è davvero accesa la luce al Maradona, dopo un inizio di stagione contestato sia per il belga, sia per il suo allenatore, sia per il resto della squadra. 

Il contributo di De Bruyne è stato fondamentale per la prima vittoria del Napoli in questa Champions League. Le sue intuizioni e i suoi tempi di gioco hanno creato un numero inusuale di palle-gol soprattutto nel primo tempo, che poteva chiudersi con un vantaggio maggiore. Una prestazione che ha ricordato da vicino quella che gli abbiamo visto sfornare in Belgio-Italia, quando sembrava il più giovane in campo. La sua prima ora contro il Bodo è stata un campionario di tutte le bellezze osservabili su un campo da calcio: controlli orientati, dribbling, passaggi in profondità con il contagiri. Gli è mancato il gol, ma questo non inficia la sua prestazione. 

Se per De Bruyne è stata la migliore prestazione di tutta la sua avventura napoletana, Scott McTominay ha dimostrato di essere più forte anche dell'inconveniente cardiaco che gli è capitato. La sua è stata una serata straordinaria, con due gol e un palo. Il primo centro è stato il frutto di una combinazione corto-lungo in coppia con lo stesso De Bruyne. Il secondo, un colpo di testa da centravanti puro su cross di Politano. Lo scozzese nel breve volgere di qualche giorno ha ritrovato la condizione migliore, quella presenza devastante che aveva caratterizzato la stagione del quarto scudetto. E con la coppia DeBruyne-McTominay al top, il Napoli può permettersi un Hojlund non ispiratissimo sotto rete e ha la possibilità di far crescere anche la condizione degli altri attaccanti, da Lang a Giovane. 

Resta un punto interrogativo sul Napoli ed è la difesa. Sui tre gol preso dal Bodo ci sono responsabilità sia individuali che collettive, c'è qualche dormita con conseguenti ritardi nelle chiusure. Non sembra un problema di difesa a tre o difesa a quattro, si tratta proprio di risistemare tutta la fase di non possesso per evitare sbandamenti come quelli che si sono visti contro il Bodo. Bisogna anche dire che non sempre il centrocampo ha protetto il reparto arretrato, ma se si fossero evitate certe disattenzioni, la vittoria sarebbe stata più netta e tonificante. L'altro allarme riguarda la tenuta atletica. Nella parte centrale del secondo tempo, la squadra era nettamente in difficoltà, ha lasciato l'iniziativa agli avversari. C'è da lavorare, ma intanto Allegri ha preso tre punti, ha ritrovato un gioco offensivo convincente, si è goduto alcuni giocatori ritrovati. C'è di peggio nella vita.