Un gravissimo episodio di violenza e odio verbale ha travolto Manuel Coscione, esperto palleggiatore dell’Acqua Sant’Anna Cuneo Volley. Al termine della combattutissima sfida di SuperLega persa per 3-2 contro i campioni d’Italia della Sir Safety Perugia, il giocatore piemontese è stato bersaglio di pesanti minacce di morte pubblicate da un profilo fake sotto un suo vecchio post di Instagram risalente a due anni fa.
La ricostruzione dell'accaduto -
I messaggi, scritti in lingua inglese da un account anonimo creato ad hoc, contenevano parole agghiaccianti rivolte all'atleta e ai suoi affetti più cari: "Tutta la tua famiglia sarà uccisa. Quello che hai fatto sul match point ti costerà la vita, o quella di una persona a te vicina. Giuro che non ti lascerò vivo".
A scatenare la follia dell'anonimo hater è stato un episodio puramente sportivo: un errore al servizio commesso da Coscione durante il quinto e decisivo set, proprio in occasione di un match-ball a favore della formazione cuneese. Un frangente di gioco che ha poi spianato la strada al recupero e alla vittoria finale degli umbri.
"Non mi faccio intimidire" -
Nessuna intenzione di far passare in cavalleria quanto accaduto: Coscione ha immediatamente denunciato e reso pubblici i messaggi ricevuti, rendendo noto di aver già avviato le procedure legali necessarie: "Ho sempre dato e sempre darò il massimo in campo - ha spiegato il palleggiatore senza farsi condizionare dall'accaduto - Domenica purtroppo non sono riuscito a farlo sempre: ho commesso il mio secondo errore in battuta sul match-ball per noi al quinto set, ma ciò non autorizza nessuno ad attaccarmi sul personale, coinvolgendo la mia famiglia e minacciandomi con frasi che sono totalmente estranee a quello che è il concetto di sport".
Coscione ha poi puntato il dito contro il clima di impunità che spesso regna sulle piattaforme digitali: "Non avendo il coraggio di farlo a proprio nome, il personaggio ha creato un profilo fake, ma ho avviato le procedure presso le autorità competenti perché episodi del genere non devono passare in secondo piano. Ormai sembra che sui social tutti si sentano in diritto di dire qualsiasi cosa giudicando, minacciando, diffamando e bullizzando persone che, credo, di persona non avrebbero il coraggio neanche di aprire la bocca. Lo sport è un’altra cosa, ma in generale la mia idea di educazione e rispetto degli altri è totalmente diversa".
Il sostegno dell'Associazione Italiana Pallavolisti -
L'episodio ha sollevato un'ondata di sdegno nel mondo della pallavolo italiana, spingendo la comunità sportiva a stringersi attorno al giocatore. Tra i primi a intervenire è stata l'Associazione Italiana Pallavolisti (AIP), che ha diffuso una nota di ferma condanna: "Esprimiamo la più ferma condanna per le gravissime minacce e gli insulti rivolti sui social network all’atleta Manuel Coscione e alla sua famiglia. Un errore in campo fa parte del gioco, la violenza e le intimidazioni no. Sostegno totale a Manuel Coscione: tutelare la persona e la dignità degli atleti viene prima di tutto".