
Inter, stasera un solo risultato a disposizione: il punto su un calendario che non strizza l'occhio ai nerazzurri
A San Siro la squadra di Chivu si gioca il suo futuro europeo: dopo i due ko con Real e Bruges, Barella e soci possono solo vincere con lo Shakhtar per evitare guai peggiori

"Dobbiamo tornare alla realtà, dalle finali che abbiamo fatto è passato tempo. Alcune partite che recentemente abbiamo fatto devono riportarci coi piedi per terra". Una "ramanzina" come quella di Alessandro Bastoni era doverosa. Per tutto l'ambiente nerazzurro. Scossa dialettica data in conferenza da uno dei capitani senza fascia del gruppo che in Italia può permettersi qualche svarione. Ma in Europa è tutto diverso. Real Madrid e Club Brugge hanno banchettato sulle disattenzioni di una squadra insufficientemente cinica, sfilacciata e talvolta supponente.
Con i risultati maturati ieri, l'Inter è l'unica italiana a zero punti. Situazione che ha dell'incredibile per chi doveva emergere nettamente tra Napoli, Roma e Como in Champions League. Stasera (ore 21) contro lo Shakhtar Donetsk c'è solo un risultato a disposizione. Per il momento, come affermato anche da Bastoni, il mirino rimane al G8. Ma basta assumere un'esigua dose di realismo per riconoscere che l'obiettivo più alla portata di Chivu sono i playoff.
Ammesso e non concesso che la quota per la qualificazione diretta agli ottavi sia di 16 punti, l'Inter dovrebbe aggiudicarsi cinque delle sei gare in programma da qui a fine gennaio. Un solo jolly pareggio a disposizione. Tradotto, margine d'errore ridotto all'osso, a partire da stasera. E, Real a parte, i nerazzurri devono ancora affrontare le antagoniste più ostiche nel percorso. Le più abbordabili, almeno all'apparenza, sono Shakhtar e Slovan Bratislava, sfida in programma all'ultimo turno.
A inframezzare il prossimo e l'ultimo impegno della fase campionato ci sono trasferte in stadi infuocati come il "De Kuip" di Rotterdam (3 novembre), dove una settimana il Feyenoord ha sorpreso il Como, e la cornice che ospita il muro giallo del Borussia Dortmund (9 dicembre). Due viaggi in cui si inserisce la gara di San Siro del 25 novembre contro lo Stoccarda, al momento terzo a sette punti. E la data cerchiata sul calendario è la super sfida del 19 gennaio al Liverpool di Iraola, ancora in costruzione ma a punteggio pieno. Una corazzata che, presumibilmente, in inverno sarà ancor più affiatata.
A guardarlo, è un cammino che deve portare a erigere un precetto. Anzi due. Dimostrare di essere una big anche a livello europeo contro avversari di pari livello, evitare di sottovalutare quelli alla portata. Proprio gli ingredienti che mancano all'Inter per avvicinarsi a quel sogno. E che, addirittura, potrebbero precluderle l'accesso ai playoff ai campioni d'Italia, qualora l'andamento lento si protraesse.
La quota per accedere al "purgatorio" è variata in due anni. Nel 24/25 la soglia del 24° posto era a 11 punti. L'anno scorso, calata di due punti. Ma con una costante: la differenza reti. Altro particolare in cui l'Inter deve migliorare vertiginosamente, avendo segnato quattro gol e subiti sei. La morale della favola si evince tranquillamente. E deve indurre i nerazzurri a mettere in cascina i primi tre punti da questa sera. Ma sarà tutt'altro che una passeggiata.
Lo Shakhtar Donetsk annovera la solita colonia di giocatori brasiliani di qualità e gioca con l'orgoglio e il sostegno di un popolo martoriato dalla guerra. Per di più, si tratta di un avversario notoriamente spigoloso per l'Inter. Nessun successo in sei incroci per gli ucraini, ma quattro segni X di cui due compromisero il pass per gli ottavi nel 2020/21 ai nerazzurri, al tempo allenati da Conte. Quanto basta per cambiare attitudine ed evitare ulteriori blackout, affrontando ciò che viene un passo alla volta. Il tutto, possibilmente, senza uscite dialettiche che facciano gonfiare eccessivamente il petto al gruppo di Chivu.