CHAMPIONS LEAGUE

Inter, 3 punti fondamentali. Ma la versione Champions dei nerazzurri è ancora da sistemare

Contro lo Shakhtar finalmente positivo Josep Martinez, bene i primi venti minuti ma fino all'ultima mezz'ora la manovra non è stata abbastanza fluida

di Enzo Palladini

C'è qualcosa che non quadra. Delle quattro squadre italiane, l'Inter è l'unica ad aver fatto sapere di ritenere la Champions un obiettivo (sostantivo poi corretto in "sogno") e di ritenerla prioritaria in questa stagione. Eppure i fatti fino a questo momento dicono che la squadra nerazzurra in campionato è una squadra quasi imbattibile (non ha mai perso e ha pareggiato solo sul campo della Roma) mentre in Champions League dimostra una fragilità e una vulnerabilità che lasciano sconcertati. Dopo lo schianto della partita con il Bruges, è arrivata la prima vittoria. Risicata, sofferta, strappata con le energie residue pur avendola affrontata con una formazione sostanzialmente formata da titolari. 

Prima di ragionare su quanto di positivo l'Inter si porta dietro dalla notte di San Siro, è giusto sottolineare cosa non è andato. La mancanza di velocità, prima di tutto. Per un'ora gli attacchi sono stati prevedibili, sempre controllati con un certo agio dalla difesa ucraina. Poi alcuni meccanismi difensivi. Vero che questa volta, almeno, la squadra nerazzurra non ha subito gol, ma Akanji continua ad attraversare un periodo complicato mentre Bastoni - che sembrava essersi messo alle spalle la complicata situazione personale - ha fatto di nuovo un passo indietro, subendo un'espulsione senza senso. E per fortuna che c'è Carlos Augusto, l'uomo che sa fare di tutto e di più. L'ultimo appunto negativo della serata è relativo al mercato: i nuovi acquisti continuano a non essere utili alla causa. Spence titolare non ha dato quello che ci si aspettava, Stones e Jones continuano a non essere convocabili. Se erano stati presi per un salto di qualità in Champions, ecco che non ci siamo. 

Però il tabellino dice 1-0 per l'Inter, ma soprattutto dice che finalmente Josep Martinez (ottimo con tre parate importanti) non ha preso gol e non ha commesso errori, che la squadra di Chivu ha messo da parte i primi tre punti di questa Champions League, sganciandosi dall'ultimo posto in classifica. L'allenatore può prendersi anche lo spirito dell'ultima mezz'ora, di una squadra rimasta in dieci che si è difesa bene ed è riuscita a colpire con due protagonisti inaspettati. Riavvolgendo il nastro della partita ci sono anche venti minuti fatti molto bene, esattamente i primi venti, con alcune riaggressioni portate a buon fine, con almeno quattro occasioni abbastanza nitide, con la buona volontà di Bonny. 

In sintesi, un'Inter rimandata al prossimo esame. Il 3 novembre sul campo del Feyenoord sarà necessario rispolverare lo spirito che si è visto nell'ultima mezz'ora contro lo Shakhtar, perché gli olandesi (ne sa qualcosa il Como) hanno un modo di giocare difficile da arginare, con molte rotazioni in mezzo al campo e inserimenti a sorpresa. Non saranno ammessi errori in disimpegno (sarebbero castigati subito) e nemmeno approcci troppo blandi alla gara. Dopo aver messo da parte i primi tre punti serve dare continuità, altrimenti il cammino sarà complicatissimo.