
Pepo Martinez salva l'Inter: nella vittoria contro lo Shakhtar c'è la sua mano... e quella di Chivu
Josep Martinez eroe per una notte. Dopo gli errori recidivi, il numero 1 nerazzurro si è ripreso con interventi di grande riflesso. Merito suo, ma anche del suo allenatore

Requisito imprescindibile per giocare nell'Inter: avere un po' di pazzia nel DNA. A questo punto, viene da pensare che tra le clausole contrattuali dei suoi componenti sia compresa anche questa prerogativa. Ce ne siamo accorti dopo due anni, nel caso di Josep Martinez. Ma ieri, dopo un lungo e accidentato sentiero, si è verificata la prova inconfutabile. Il "Pepo" ha vissuto una notte da protagonista. Interventi di grande spessore dal punto di vista dei riflessi, nel primo (su incornata di Bondar) come nel secondo tempo (su Matvienko).
Un fondamentale su cui il numero 1 nerazzurro non ha mai evidenziato particolari macchie. Casomai, in alcune circostanze, sono emerse altre mancanze rilevanti. Due in particolare. E non c'è bisogno di ricordarle, visto quanto sono costate all'Inter negli incroci con Real Madrid e Club Brugge. Come si possono definire una ruleta a un metro dalla linea di porta o un'uscita sulla trequarti se non follie. Strafalcioni, tra cui va compreso anche quello contro l'Udinese, che però non hanno mai mutato la percezione di Cristian Chivu sul suo portiere.
Il tecnico romeno è stato disposto a sbattere la sua testa su un microfono per schermare gli attacchi della critica contro Martinez. I giudizi cambiano in fretta e non vanno esclusi nuovi svarioni dello spagnolo. Ma dopo una serata così va riconosciuto il merito dell'allenatore interista. Fin dal giorno zero alla Pinetina, Chivu ha forgiato il suo personale metodo. Una dottrina riassumibile così: i giocatori lasciateli tranquilli, voi prendetevela con me. E anche di fronte a errori, l'allenatore è andato avanti per la sua strada. Per non perdere, su quello stesso tracciato, i suoi ragazzi.
Fiducia a Martinez, quindi, come l'anno scorso era stato per Sommer. Scelta non finalizzata a penalizzare il secondo portiere, ma a non lasciare indietro nessuno. Provedel avrà le sue chance, magari già da domenica all'ora di pranzo contro la Fiorentina. Ma in questo modoChivu ha tenuto alta la tensione, ma soprattutto l'umore, di un estremo difensore per cui si chiedeva un "panchinamento".
E non è utopistico pensare che il timoniere romeno, se interpellato sull'ingenuità commessa da Bastoni contro lo Shakhtar, alzerà lo scudo per schermare i dardi scoccati verso il difensore azzurro. Il rumore dei nemici, per dirla con il mentore di Cristian, non è mai sufficientemente forte da penetrare le mura dello spogliatoio interista. Nemmeno per atterrare i più affannati. È la forza del metodo Chivu.