CONFERENCE LEAGUE

Atalanta, non è tutto da buttare: soltanto due episodi hanno rovinato una prestazione positiva

Buona impostazione difensiva con alcune ripartenze interessanti, poi i due lampi degli olandesi

di Enzo Palladini
© IPA

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Era quasi fatta. Un'impostazione difensiva quasi perfetta (un'eccezione per una squadra guidata da Sarri) aveva portato l'Atalanta a un passo da un risultato positivo. Un episodio ha cambiato tutto. Un lancio quasi disperato, palla al gigante Arokodare, un errore del giovane Obric che ha macchiato un debutto europeo che fino a quel momento er stato quasi perfetto. Un episodio alla fine di una partita che era stata affrontata nella maniera giusta. Il 2-0 di Ouazane è stata una prodezza, un tiro che nove volte su dieci finiva chissà dove. 

Sono stati giorni di tensione e di passione in casa Atalanta. La sconfitta (ma soprattutto la prestazione) contro il Milan a San Siro richiedeva esami approfonditi e anche confronti sinceri. Certo, non ci si poteva aspettare una trasformazione miracolosa della squadra nel giro di pochi giorni, però all'Amsterdam Arena si è notato qualcosa di positivo nonostante la sconfitta. Lo spirito, se non altro. Nessuno ipotizzava un dominio nerazzurro sul campo di una squadra che comunque ha una sua spiccata personalità, però la resistenza dei nerazzurri di Sarri è comunque un passo in avanti, così come le sortite offensive (sostanzialmente tutte ripartenze) che hanno portato qualche pericolo alla difesa avversaria. 

C'è stata molta sofferenza per l'Atalanta soprattutto nella prima mezz'ora, in cui l'Ajax ha colpito un palo e ha sfiorato un altro gol con Marcos Leonardo. Ma già nell'ultimo quarto d'ora, soprattutto scendendo sulla fascia sinistra, i nerazzurri si sono resi pericolosi in più di un'occasione, sbagliando quasi sempre soltanto l'ultima giocata decisiva. Merito anche di un atteggiamento tattico un po' insolito per le abitudini di Sarri, con il baricentro arretrato di una quindicina di metri a protezione di una difesa inedita, con il giovane Obric schierato titolare per la prima volta accanto a Kristensen. I veri pericoli sono stati portati soprattutto dagli inserimenti del tedesco Brandt, capace di uscire dai radar per presentarsi in area nerazzurra. Poi è entrato Arokodare che con i suoi quasi due metri ha sparigliato tutto. 

L'Atalanta del secondo tempo prima di prendere i due gol ha mostrato più coraggio rispetto a quella del primo, anche per un calo atletico degli avversari. Può recriminare - parecchio - per un rigore non concesso (fallo netto su Zalewski non visto dall'arbitro e non controllato dal Var), ma anche per qualche rifinitura sbagliata causa troppa precipitazione. L'Ajax ha continuato ad attaccare con più continuità, tentando soprattutto di buttarla sul piano fisico con grandi mischie in area avversaria, esattamente l'arma con cui alla fine l'ha risolta. 

OBRIC 5 - Prima da titolare dopo il complicato esordio in campionato contro il Milan, tiene bene per quasi tutta la partita ma poi commette l'ingenuità che porta al gol dell'1-0 per l'Ajax. 

KRISTENSEN 6 - Se nelle partite precedenti ha dato l'impressione di non essere sempre attento al cento per cento, in questo caso ha presidiato la propria area con puntualità e tempismo. Poteva fare di più sull'1-0 di Arokodare. 

ZAPPACOSTA 6 - L'esterno motorizzato sgasa con continuità sulla fascia sinistra, mettendo in netta difficoltà il settore destro degli olandesi. 

GAETANO 5,5 - Un po' leggerina la sua presenza in mezzo al campo, dove imperversa soprattutto Amrabat. Perde qualche pallone abbastanza pericoloso in zone pericolose e butta via una possibile occasione alla fine del primo tempo. 

ZALEWSKI 6 - Uno dei pochi davvero abili nell'uno contro uno, che pratica spesso partendo da sinistra e arrivando molte volte in area avversaria. Poteva fare molto meglio su  un cross di Scamacca controllato male. 

EDERSON 6 - Un sacrificio continuo, molta corsa dal primo al novantesimo minuto, palloni recuperati un po' ovunque. Con la fascia al braccio, un buon esempio per tutti.