Riuscite a immaginare una Bugatti completamente elettrica? Per quanto ci riguarda, no. E non siamo i soli a pensare che un'automobile di questo livello, per poter emozionare, deve necessariamente avere un motore a combustione che emetta un suono. L'unica ad aver creduto che la batteria fosse una buona idea, sembrerebbe essere stata Volkswagen. Per fortuna qualcuno ha evitato il peggio.
L'intervento di Rimac
Come noto, fino a poco tempo fa il marchio francese di hypercar era il gioiello della corona del gruppo tedesco. Quando arrivò il momento di pensare all'erede della Chiron, l'industria automotive europea si trovava nel bel mezzo di un grande delirio collettivo che prevedeva la dismissione totale e irreversibile del motore a combustione. Bisogna ringraziare Mate Rimac, che ha dimostrato (attraverso il "fallimento" della super sportiva Rimac Nevera, va detto) che una batteria non può stare sotto a una Bugatti.
Motore V16 aspirato
Quando si ha a che fare con certe somme di denaro, l'esclusività è l'unico elemento che può giustificare il prezzo. Non le prestazioni, né tantomeno la velocità massima: una hypercar deve essere desiderabile perché complessa, sfacciata, impavida. Volkswagen si è così convinta a lasciare carta bianca all'appassionato croato che ha tirato fuori "dal cilindro" un inedito motore V16 aspirato, ibrido. La Tourbillon sarà la prima a esserne equipaggiata ma verosimilmente non l'ultima: nessuno è interessato a una Bugatti elettrica.
Strategie
Volkswagen la voleva elettrica, Bugatti ha detto no
Il gruppo tedesco avrebbe voluto che l'erede della Chiron fosse senza motore a combustione, Mate Rimac ha fatto cambiare loro idea. Per fortuna
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