
Allegri: "De Bruyne può ancora giocare play. Partita importante ma non è l'ultima di campionato"
L'allenatore livornese ha parlato alla vigilia dell'importantissima partita con i giallorossi al "Maradona"

Massimiliano Allegri inizia la conferenza stampa della vigilia della partita casalinga contro la Roma parlando del tema caldo del momento in casa Napoli, la posizione di De Bruyne: "Giocatori come lui hanno qualità che gli permettono di giocare davanti alla difesa o in una situazione che preveda il doppio mediano, cosa che ha già fatto. Intanto ce l'ho messo e ci ha giocato, ed è la cosa più importante. Sicuro lì ci sono anche Lobotka e Gilmour. Lobotka ha giocato molto, anche la gestione è importante quando giochi così spesso. La formazione? Vedremo".
Allegri parla poi delle difficoltà della partita con la Roma, una delle squadre più in forma del momento: "E' una gara che vale tanto, è una squadra che sta facendo benissimo. Gasperini sta facendo davvero un ottimo lavoro. Hanno entusiasmo e tecnica. Noi siamo scivolati a Venezia, sarebbe bello riprendere il cammino. Ma non è l'ultima della stagione, è importante, ma siamo solo all'ottava. Pensiamo a migliorare le situazioni di campo, soprattutto ragionando sul fatto che quando non siamo in possesso gli altri riescono a entrare troppo dentro. E poi il risultato per dare continuità per riagganciarci alle prime quattro. Le squadre di Gasperini ti prendono uomo su uomo, le partite possono essere belle e divertenti, se fai risultato. Sarà anche fisica con tante energie in campo. Rrahmani era febbricitante, vediamo come starà. Gli altri ci sono tutti".
Alla domanda su come stia la squadra e quanto manchi per vedere una sua impronta su questo Napoli, risponde così: "La risposta più semplice è abbandonare la difesa e andare all'attacco. Ma serve equilibrio. Intanto recuperiamo i giocatori, McTominay è ancora un po' indietro, Anguissa vedremo se schierarlo o meno, era dal 5 settembre che non giocava, e l'anno scorso ha giocato appena tredici volte. Anche per Vergara valuteremo se verrà in panchina, Badiashile negli ultimi diciotto mesi ha giocato poco. Ci si allena giocando, ma si deve anche fare risultato. Altri dovrebbero recuperare mentalmente. Hojlund? Con noi ha segnato prima della sosta e poi ha segnato anche in Nazionale. Non scordiamoci che le sta giocando tutte, tranne il primo tempo di Venezia. Sono contento, resti sereno. L'importante è che segni la squadra. Poi c'è Giovane che sta rientrando. Lucca ha delle qualità e va sostenuto, il calcio è bello perché gira tutto con un solo pallone".
Quando gli chiedono quali progressi si aspetti dice: "Quando siamo nella nostra metà campo dobbiamo dare la sensazione di essere più forti. Progressi? Quelli si fanno coi risultati, perché è il risultato che condiziona il giudizio. Col Bodo abbiamo rischiato, e vinto. Paradossalmente col Venezia non abbiamo rischiato, creato tanto e poi perso. Questo deve essere chiaro, l'obiettivo principale e fondamentale è il risultato, che poi passa attraverso prestazioni diverse, che dipendono anche dagli avversari. Ma se è chiaro l'obiettivo, è più facile arrivarci. L'umore passa dal risultato. E poi siamo fortunati, nel giro di due giorni giochiamo contro due squadre che giocano uguale (si riferisce al Monza allenato da Juric, ndr). Un problema la coppia di difesa inedita? Assolutamente no. Anzi, magari inaspettatamente trovi delle soluzioni. E poi i singoli sono di ottima qualità. Affronteremo giocatori forti come Malen, staremo attenti. La parte psicologica è sempre stata molto importante, fin da quando esiste il calcio. Un allenatore deve gestire anche le risorse umane. Gli stranieri sono tanti, conoscere da dove arrivano, la loro cultura e il loro carattere è fondamentale nella gestione del campo"